Esteri

L'Ucraina non farà parte della Nato fino alla fine della guerra con la Russia, Zelensky s'infuria e Germania e Francia lo calmano con l'invio di nuove armi

Sono 90 i punti elencati nel comunicato con cui la Nato l'11 luglio ha introdotto il vertice di Vilnius, i cui firmatari sono i capi di Stato e di governo dei  Paesi membri partecipanti alla riunione.

Il riassunto del lunghissimo comunicato? Praticamente il solito, con il sostegno all'Ucraina e con la condanna della Russia, le cui mire vengono giudicate anche in relazione ai suoi interessi di politica estera in altre parti del mondo (come se, ad esempio, i russi fossero i soli a voler mettere le mani sulle risorse naturali dell'Africa).

Inutile ripetere della necessità e della volontà, ecc. di voler combattere il male e sostenere il bene, ecc. tutte cose scontate che chiunque ripete... ci mancherebbe il contrario. 

Quindi? 

Quindi è più interessante ricordare quello che gli americani hanno deciso in relazione alla procedura d'ingresso dell'Ucraina  nella Nato.

E che cosa hanno deciso? Che per ora l'Ucraina si può scordare, a qualunque titolo, di far parte della Nato fintantoché il conflitto con la Russia non si sarà concluso.

Visto che la Nato è un'alleanza che ha però un padrone, gli Stati Uniti e in questo periodo storico l'amministrazione Biden, è pertanto pacifico che la decisione è da considerarsi definitiva ed è per questo che Zelensky non l'ha presa affatto bene.

Il presidente ucraino si aspettava, durante questo vertice, che il suo Paese sarebbe diventato parte integrante dell'Alleanza atlantica? Sicuramente no. Quello in cui però sperava, o forse gli era stato ventilato, è che sarebbe stata trovata una formula molto politica in cui da una parte si faceva intendere che Kiev non era parte della Nato, mentre dall'altra si faceva capire che comunque lo era nella sostanza.

Questa ipotesi non è ben chiaro se fosse frutto della fantasia di Zelensky o se qualcuno l'abbia effettivamente presentata a Zelensky in questi termini per poi cambiare idea.

Fatto sta, che la Nato continuerà a supportare l'Ucraina nella guerra contro la Russia, ma l'Ucraina con la Nato non avrà nulla a che fare.

Come l'ha presa Zelensky? Male, probabilmente in chiave di politica interna. La guerra con la Russia deve avere anche un appoggio della popolazione e l'appartenenza all'occidente, garantita dalla Nato, poteva essere un ottimo incentivo per alimentare il sostegno al conflitto.

Zelensky però si può consolare con nuove armi. La Germania invierà all'Ucraina ulteriori missili Patriot, mentre la Francia segue le orme della Gran Bretagna e consegnerà a Kiev la versione transalpina degli Storm Shadow già inviati da Sunak. Si tratta dei missili SCALP, acronimo di Système de croisière conventionnel autonome à longue portée, in grado di raggiungere senza problemi anche obiettivi in Crimea, come dimostrato l'attacco di alcuni giorni fa su Kerch.

Insomma, niente di nuovo sul fronte... orientale.

Autore Egidio Marinozzi
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