L'informazione in Italia ai tempi di Renzi

L'informazione in Italia ai tempi di Renzi

I giornalisti in Italia sono sempre saldamente ancorati alla loro etica professionale che, da parte sua, è saldamente ancorata ai desiderata di chi garantisce lo stipendio. Quindi, i giornalisti italiani finiscono sempre per indignarsi e far campagne pro o contro questo o quello, ma sempre a seconda della loro convenienza.

Poco male, se si ammettesse... ma non è così. I giornalisti riportano ciò che piace a chi gli dà uno stipendio. È una verità di un'evidenza imbarazzante, ma non è possibile dirlo. Se ne hanno a male, ne va della loro "etica", che a sua volta però segue lo stipendio.

Un  cane che si morde la coda.

Ma diamogli credito. Se loro dicono che non è così che stanno le cose, allora vuol dire che i giornalisti italiani sono inappuntabili dal punto di vista dell'etica... Però, questo significa solo una cosa: che non sanno fare il loro mestiere. Semplicemente, sono delle schiappe senza idee che seguono la corrente e lì navigano, lasciandosi andare ed adeguando la rotta dei loro racconti in base alla realtà che il potere politico desidera si racconti. Prendiamo gli ultimi eventi della politica. Da una parte i 5 Stelle, dall'altra Renzi e il suo Governo.

Ieri sera, Luigi Di Maio doveva partecipare alla prima puntata della nuova trasmissione di Rai 3, Politics, che ha sostituito Ballarò. Fin dal titolo, la trasmissione è la rappresentazione del nuovo corso renziano della tv di Stato che si sta adeguando in fretta e furia ai diktat del presidente del Consiglio. Alla conduzione è stato chiamato Gianluca Semprini, prima a Sky, che ha il pregio, oltre a quello di essere perfettamente aderente al renzismo, di parlare alla velocità della luce per trattare molti argomenti nella metà del tempo che prima era concesso a Ballarò. Ieri sera, ha dato una perfetta dimostrazione delle sue capacità.

Pur essendo stato avvertito da Di Maio con un messaggino telefonico, pur guardandosi dal dire quando il messaggio gli è stato inviato, Semprini ha montato un inizio di trasmissione chiedendo alla gente in studio a quali domande Di Maio  avrebbe dovuto rispondere ma a cui non ha risposto non partecipando alla trasmissione. Dopo aver raggiunto l'apice della rappresentazione di Di Maio come quella di un politico che fugge, allora ha letto il messaggio in cui veniva informato che il vice presidente della Camera non avrebbe partecipato a Politics a causa della riunione del direttorio per risolvere la situazione di Roma.
Bravo Semprini! Hai guadagnato la pagnotta e Renzi, alla prima occasione, ti darà una medaglia.

Più tardi, è andata in onda la puntata di Porta a Porta con il presidente del Consigio Renzi sotto il fuoco incrociato di agguerritissimi giornalisti come Vespa e addirittura Feltri, che ha sostituito Belpietro alla direzione di Libero proprio per far cessare la campagna contro il capo del Governo, alimentata giornalmente dall'ex direttore.

E Renzi, naturalmente, si è adeguato ad un clima sì tanto difficile che ha finito per fare l'ennesima  apologia di se stesso, illustrando le prossime magnificenze di cui l'Italia, grazie a lui, sarà  beneficiata. Tutti avranno tutto.

Qualcuno, nemico della patria, potrebbe essere tanto perfido dal chiedersi con quali soldi, visto che, ad oggi, l'Italia ha 7 miliardi di euro in meno rispetto a quelli preventivati per l'anno in corso e deve far quadrare i conti evitando pure che scattino le clausole di salvaguardia.

Quel qualcuno non lo saprà, perché ieri nessuno ha pensato di domandarlo "seriamente" a Renzi. Sarebbe stata una domanda troppo inadeguata e forse anche banale per uno che ormai da di se se stesso un'immagine che è sempre di più la parodia del dittatore nord coreano Kim Jong-un. Parodia, perché il dittatore nord coreano non sarebbe caduto a terra cercando di scalciare fuori da una barca un pesce, facendo piegare in due dalle risate i capi di Stato di mezzo mondo... Renzi sì, ma non è il caso che si sappia.
Naturalmente, neppure l'informazione su carta e su web, raccontando l'intervista, oggi ha notato l'assenza di contraddittorio e le domande che non sono state fatte.

Questa è l'informazione in Italia e, come cittadini, dobbiamo pure esser grati di essere informati con queste modalità, applaudendo contenti alla "Grande Bellezza" di Renzi ed indignandoci delle nefandezze dei 5 Stelle, causa di tutti i mali del mondo. Infatti, anche tutti i componenti del Sinedrio, secondo quanto riportato da Rondolino sull'Unità, erano iscritti al Movimento 5 Stelle!

Fabrizio Marchesan
nella categoria Politica
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