Il Grande Fratello a Palazzo Marino (cronaca di una seduta al Consiglio Comunale di Milano)

Il Grande Fratello a Palazzo Marino (cronaca di una seduta al Consiglio Comunale di Milano)

Pensa a Milano, capitale economica d'Italia, dallo stile di vita più europeo, capace di essere all'avanguardia sotto ogni aspetto. Organizzata. Laboriosa.

E allora pensi che il Consiglio Comunale sia un esempio di efficienza, serietà, impegno, be', ti sbagli di grosso.

Ho assistito ad un Consiglio comunale, a Palazzo Marino, ma quel giorno di consiglieri, in aula, ne mancavano diversi (in totale dovrebbero essere 48). Non so dire quanti, però mancavano.

 Il sindaco Giuseppe Sala era presente.

Poi c'erano  Stefano Parisi e Matteo Salvini. I due, una volta alzata la mano per manifestare la propria presenza, terminato l'appello si sono dileguati alla velocità della luce.

Gettone assicurato!

Spiccava, appoggiata allo schienale della sedia, la giacca di Parisi, lasciata lì a testimoniare che lui c'era. Mi è venuto in mente, un tempo, ma forse in certi uffici capita ancora, quando cercavi certi impiegati del catasto, non li trovavi mai. Ma la loro giacca era lì, appoggiata alla sedia. Giacca che poi scompariva insieme al già scomparso impiegato, all'ora di chiusura.

Cominciamo da  Sumaya Abdel Qader, consigliera di maggioranza al Comune di Milano, considerata vicina all'ideologia radicale dei Fratelli Musulmani.

                                                  Il Grande  Fratello a Palazzo Marino  

 

Sarà che deve giustificare il gettone di presenza, sarà che è una paladina delle associazioni islamiche "per contrastare la violenza contro le donne", Sumaya  è intervenuta contro il programma prodotto da Mediaset, "Il Grande Fratello". La cui colpa era quella  di passare dialoghi di natura "sessista", con effetti pericolosi che esaltano la violenza e il disprezzo verso la donna. Ogni commento in merito, mi pare superfluo.

Poi si è passati al minuto di silenzio, su richiesta dei consiglieri di opposizione, per commemorare la scomparsa di Bernardo Caprotti.  Richiesta che veniva accettata. Anche se, dalla parte della maggioranza, l'aria sembrava quella di commemorare un nemico.

E per dar modo a tutti di giustificare il gettone di presenza, si osservava un altro minuto di silenzio. Questa volta per celebrare la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione. Per ricordare i 380 morti africani che essendo affogati nelle acque italiane, a pochi chilometri dalle coste di Lampedusa, sono da considerare vittime italiane. Così si esprimeva un consigliere della maggioranza.

Nel torpore generale dell'aula, un altro consigliere di maggioranza affermava di essere preoccupato riguardo la compravendita delle squadre di calcio milanesi, Inter e Milan. Bisogna indagare chi siano i reali acquirenti del Milan, perché i giornali non danno informazioni su quale sia l'identità del gruppo acquirente. Il Comune deve sapere!

Gli unici interventi che avrebbero potuto essere di qualche interesse sono stati quelli sul futuro utilizzo dell'area ex Expo.  Ora sappiamo, terreni agricoli che costavano 15 euro al metro quadro, sono stati acquistati dall'Expo per Euro 150. E la speranza di destinare quest'area a parco, come sembrava dalle premesse, molto probabilmente finirà per essere spenta in seguito  agli interessi dei soliti noti. I commenti in merito sono stai come il rumore di una foglia che cade.

Insomma una noia totale, cosa la giunta stia facendo  o cosa abbia in programma di fare, non ci è dato sapere!

Basterebbe che la giunta aprisse un blog,  dove i consiglieri possano accedere per far pervenire le proprie domande, proposte, denunce e dove a sua volta la giunta possa dare tutte le risposte richieste.

Giunta che potrebbe raccontare  on line, quello che giorno dopo giorno sta facendo o ha intenzione di fare. Tutto alla luce del sole, sotto gli occhi dei cittadini, potendo così conoscere come la città viene governata. Non si sprecherebbe il tempo per questi inutili teatrini e soprattutto il contribuente risparmierebbe dei quattrini (scusate la rima!).

Ma nella democrazia rappresentativa, i politici non hanno interesse a far sapere quello che avviene nelle segrete stanze.

Emilio Stagni
nella categoria Politica
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