Esteri

Le vittime di Gerusalemme e Nablus avevano entrambe 16 anni

"Il Movimento di resistenza islamica palestinese Hamas afferma il diritto del popolo palestinese a resistere all'occupazione israeliana, che ha la piena responsabilità delle ripercussioni dei crimini perpetrati dalle sue forze di difesa e dai coloni contro il popolo palestinese, la sua terra e i suoi luoghi sacri.L'occupazione israeliana ha intensificato i suoi crimini e intensificato la sua aggressione contro il nostro popolo e i luoghi santi e l'uccisione di civili indifesi a sangue freddo, l'ultimo dei quali è stata l'uccisione dell'ennesimo adolescente palestinese, Ahmed Shehadeh, nella città di Nablus questa mattina.Quasi 148 civili palestinesi sono stati martirizzati, migliaia di altri feriti, e migliaia di case palestinesi sono state anche demolite per mano dell'occupazione israeliana dall'inizio di quest'anno.I tentativi dell'occupazione israeliana di incitare contro il movimento Hamas e di inquinarne i rapporti con i Paesi della regione attribuendogli la responsabilità degli attacchi di Gerusalemme non è altro che un tentativo di coprire il suo fallimento nel fermare la lotta per la libertà palestinese.Hamas ribadisce la sua ferma posizione secondo cui la resistenza palestinese contro l'occupazione israeliana si svolge solo all'interno della Palestina".

Così la nota pubblicata da Hamas dopo che questa mattina anche un altro ragazzo di 16 anni, Aryeh Shechopek, è stato ucciso - oltre a 22 persone rimaste ferite - in distinte esplosioni avvenute nei pressi di due fermate degli autobus all'ingresso di Gerusalemme, nel quartiere di Gival Shaul. Dei feriti, uno è in condizioni critiche e altri due sono gravi.

Sigal Bar Zvi, capo della divisione operativa della polizia, ha affermato che le cariche esplosive erano molto potenti e di alta qualità e indicano che gli attacchi sono stati architettati da una cellula organizzata. I dispositivi, ha aggiunto, sono stati collocati in un cespuglio e dietro un muro vicino alle fermate dell'autobus.

Quindi alla morte di un 16enne palestinese è seguita la morte di un 16enne israelo-canadese... con una differenza. Che per l'adolescente palestinese nessuna voce di condanna dall'estero si è fatta sentire, mentre l'esatto contrario è avvenuto per il giovane israeliano.

Ma perché la comunità internazionale non si fa un esame di coscienza, e non ferma, condannando Israele, il genocidio del popolo palestinese a cui segue il furto sistematico di terre e case, rovinando la vita ad intere generazioni? Gli attentati che da alcuni mesi si stanno registrando in Israele sono la conseguenza dell'apartheid israeliano... comprensibili, ma non giustificabili... con il terrorismo che, non bisogna mai dimenticarlo, continua ad essere la catena che collega la nascita di Israele all'attuale situazione in Medio Oriente.

E invece di dire basta ad entrambi, Stati Uniti ed Europa si indignano per i due attentati di cui sono state vittime gli israeliani, dando ulteriore linfa alle dichiarazioni incendiarie degli estremisti di destra che, pur non essendo ancora entrati in carica con il nuovo governo, faranno pressioni sull'esecutivo Lapid perché la risposta militare (ovviamente contro Gaza) sia esemplare... con nuove vittime che creeranno le condizioni per nuovi attentati.

Si chiama escalation, se ne conoscono i meccanismi, ma non si fa nulla per fermarla. 

Autore Giuseppe Ballerini
Categoria Esteri
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