Giovedì 27 giugno, il neo sindaco di Livorno, Luca Salvetti, ha rilasciato la seguente dichiarazione a favore della Sea-Watch 3 e dei naufraghi a bordo:

«La città di Livorno, con il suo porto, è aperta, la Sea Watch può approdare qua! Livorno è la città delle Nazioni, democratica e tollerante , per definizione e per nascita. Il mare non è un confine, ma apertura e accoglienza. #Restiamoumani

È doveroso che una città come Livorno, sia disponibile all'accoglienza. Qui si tratta di rapportarsi ad una situazione di emergenza. L'ashtag restiamoumani nel post ci deve far pensare.

Ho fatto il marinaio in Capitaneria e so perfettamente chi può entrare in porto.

La mia dichiarazione politica è espressione della gente comune che deve riscoprire i valori dell'accoglienza, la politica si fa smuovendo le coscienze. Il sistema di ospitalità è ampio e non può essere gestito da un solo comune. A questo proposito il sindaco di Firenze, Dario Nardella, mi ha telefonato mettendosi a disposizione per un aiuto e per l'accoglienza di una parte dei 42 migranti della Sea Watch».

A sostegno della dichiarazione del sindaco, Suor Raffaella Spiezio, presidente della Caritas di Livorno, ha messo a disposizione la propria struttura per accogliere le persone a bordo della Sea-Watch.


A sostegno del sindaco di Livorno è arrivata poi anche una nota dei rappresentanti Usb dei Vigili del Fuoco:

«Nella giornata di oggi il Sindaco di Livorno ha rilasciato dichiarazioni importanti in relazione al caso della nave Sea Watch 3, fornendo di fatto la disponibilità del porto di Livorno per accogliere la nave da soccorso con i suoi 42 naufraghi a bordo.

Siamo orgogliosi di far parte di una città che si dimostra ancora una volta tollerante e democratica, aperta ed accogliente senza farsi risucchiare nel becero qualunquismo che ultimamente sta contagiando molte realtà italiane.

Come rappresentanti di USB VV.F. esprimiamo solidarietà in primis ai migranti ed ai componenti della Sea Watch 3, stremati dopo giorni e giorni in mare con il caldo torrido. Ma vogliamo anche esprimere appoggio e supporto al Sindaco di Livorno, per la posizione coraggiosa che ha deciso di portare avanti, anzi sarebbe un ottimo segnale se anche le altre città portuali toscane ed i loro Sindaci prendessero una simile posizione, frutto di grande sensibilità e di quello spirito di accoglienza che da sempre ha contraddistinto i cittadini toscani.

Come vigili del fuoco non possiamo che riconoscerci nei valori della salvaguardia della vita umana, del rispetto delle persone, della tutela dei diritti dei più deboli; il nostro compito è portare SOCCORSO alle persone e lo facciamo ogni giorno senza badare a razza, religione, etnia, provenienza o colore della pelle.

Siamo stanchi di dover essere rappresentati da un Ministro dell'Interno che è lontano anni luce dalla nostra concezione di "aiuto alle persone", un Ministro che fa della propaganda il proprio pane quotidiano, continuando però a lasciare i SUOI vigili del fuoco senza contratto, senza assicurazione sanitaria, senza coperture INAIL, senza automezzi, senza uno stipendio dignitoso.

C'è bisogno di pensare ai diritti delle persone, alla tutela del lavoro e dei più deboli, a garantire accesso a servizi sanitari e scolastici, a potenziare la prevenzione dei disastri ed i servizi essenziali.

Invitiamo tutti a fare un passo indietro, a riflettere sulla situazione che stiamo vivendo, a costruire ponti piuttosto che progettare di erigere inutili e stupidi muri».