Politica

Ulteriore problema per Di Maio: i "suoi" Gilet Gialli sono dei golpisti

Giovedì sera Piazzapulita ha mandato in onda l'intervista di Alessandra Buccini a Christophe Chalençon, uno degli esponenti di punta del movimento francese dei Gilet Gialli, presente all'incontro con Di Maio e Di Battista.

I due esponenti del Movimento 5 Stelle sono andati in Francia per collegare il Movimento dei Gilet Gialli al Movimento 5 Stelle in chiave elettorale, pensando alle prossime elezioni europee.

«Mi ha colpito molto che tra le rivendicazioni nel manifesto dei gilet gialli - ha scritto a Le Monde, a proposito di quell'incontro, il vicepremier Di Maio - ci fossero temi che ormai superano la destra e la sinistra e che tengono al centro il cittadino e le sue esigenze, con un atteggiamento post ideologico.

E’ per questo che ho voluto incontrare esponenti dei Gilet Gialli e della lista Ric, perché credo che il futuro della politica europea non sia più nei partiti di destra e di sinistra, sopratutto diffidando da quei partiti di destra e di sinistra in Europa che dicono di essere "nuovi" ma hanno una tradizione in alcuni casi addirittura famigliare.»

Il problema è che Di Maio e Di Battista non sembra abbiano ben valutato e capito con chi avevano scelto di avere a che fare. Per l'appunto, ce lo ha fatto comprendere il "pezzo" mandato in onda da La7 ieri sera.



Questo è quanto ha dichiarato Christophe Chalençon, presente tra i gilet gialli che hanno incontrato Luigi Di Maio un paio di settimane fa, a Piazzapulita: «Abbiamo dei paramilitari pronti a intervenire perché anche loro vogliono far cadere il governo. Oggi è tutto calmo ma siamo sull'orlo della guerra civile. Quindi si trovino delle soluzioni politiche molto rapidamente, perché dietro ci sono delle persone pronte a intervenire da ovunque. Delle persone che si sono ritirate dall'esercito e che sono contro il potere.»

Parole non nuove da parte di Chalençon che, già a dicembre, aveva invocato un colpo di Stato con l'intervento dei militari che avrebbero dovuto prendere il potere per garantire un governo di transizione e nuove elezioni. Ieri sera, Chalençon ha anche auspicato un assalto all'Eliseo con conseguenze facilmente immaginabili per gli attuali occupanti, a partire da Macron.

Che cosa ha detto Di Maio sull'argomento? Alla presentazione del manifesto 5 Stelle per le Europee, Di Maio ha dichiarato: "In questo evento non ci sono esponenti dei Gilet Gialli. C'è stata un'interlocuzione con una realtà complessa, ma noi non abbiamo intenzione di dialogare con quell'anima che parla di lotta armata o di guerra civile. Chi presenterà quella lista dovrà essere una persona che crede nella democrazia per cambiare le cose.»

Il problema per lui, però, è che è andato in Francia senza sapere prima con chi stesse parlando, pertanto, senza sapere che cosa stesse facendo, anche in considerazione del ruolo istituzionale che adesso rappresenta.

Per questo, non è da trascurare, l'intervista al Corriere della 5 Stelle Elena Fattori, che si è detta contraria a tutte o quasi le ultime decisioni politiche prese autonomamente da Di Maio: «Non mi piace l’idea di trasformare il Movimento in partito - ha detto. - Bisogna stare attenti a non fare una cosa top down: io decido e voi eseguite. Un tempo eravamo bottom up: si partiva dal basso».


Nel frattempo, l’ambasciatore francese Christian Masset, richiamato da Roma una settimana fa, oggi farà ritorno a Palazzo Farnese, in base a quanto ha fatto sapere il ministro degli Affari europei, Nathalie Loiseau.

Autore Monica Maggiolini
Categoria Politica
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