118 e maxi-emergenza: simulazione di disastro aereo

118 e maxi-emergenza: simulazione di disastro aereo

Riproponiamo l'esercitazione svoltasi tempo fa all'aeroporto Catullo di Verona-Villafranca.

A vent'anni dalla ricorrenza del disastro aereo avvenuta all'aeroporto di Verona, nei mesi scorsi si è tenuta, all'aeroporto Catullo di Verona-Villafranca, un'esercitazione che dalle 22 di sera alle 4 di mattina ha simulato un disastro aereo simile a quello avvenuto con l'Antonov An-24.
Volo Banat Air 166, collegamento charter da Verona a Timișoara, in Romania. Il 13 dicembre 1995 l'Antonov An-24, con a bordo 41 passeggeri ed altri otto membri d'equipaggio precipitò al suolo 49 secondi dopo il decollo da un'altitudine di circa 150 m ed a 500 m di distanza dalla rete di recinzione dell'aeroporto di Verona-Villafranca, in località Poiane di Sommacampagna. Nell'impatto morirono tutti gli occupanti dell'aeromobile.
Hanno partecipato alla simulazione: la Protezione Civile, i Sanitari del 118, i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine (Carabinieri e Polizia), i Volontari delle varie Croci Blu e Verde, molti civili che fungevano da comparse e gli studenti del Master Avanzato in Emergenza Urgenza dell'Università di Verona.
Come ben sanno gli infermieri, in questi momenti di maxi-emergenza si ha necessità di tutto e di tutti e gli infermieri, ancora una volta, non si sono tirati indietro.
Una maxi-emergenza richiede una valutazione rapida e precisa della disponibilità di forza lavoro in circostanze avverse e mutevoli: gli infermieri anche questa volta hanno dato il loro contributo a questo scopo.
È stato da subito attivato un coordinamento tra la Centrale Operativa dell'aeroporto e la Centrale operativa del 118, attivando in tempi rapidi ambulanze in stand-by con infermieri ed autisti ingaggiati in pronta disponibilità, in aggiunta alla flotta contingente dei mezzi di pronto intervento istituzionali, per dare soccorso ai civili coinvolti nel disastro aereo e garantendo le cure del caso, per tutta la notte, assieme alla Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e le Forze dell'Ordine.
Sul posto sono intervenuti anche i volontari della Croce Verde e della Croce Blu. In meno di un'ora si è allestito un Posto Medico Avanzato per ogni emergenza di tipo sanitario.
L'azione di triage, il trattamento ed il trasporto, condotti dagli infermieri intervenuti sul luogo del disastro, hanno permesso di valutare rapidamente un numero elevato di persone, con l’intento di portare il massimo beneficio al maggio numero di traumatizzati usando il minimo delle risorse, essendo un disastro aereo una condizione che determina sproporzione tra i mezzi di soccorso immediatamente disponibili e le reali necessità derivanti dall’avvenimento.
Nelle maxi-emergenze extraospedaliere è difficile quantificare le risorse umane necessarie e ci si può solo attrezzare per prevedere situazioni simili e non farsi cogliere del tutto impreparati attraverso esercitazioni e simulazioni.
Oltre alle prime cure, si devono garantire anche la ricerca, il salvataggio, il recupero e il trasporto verso le strutture ospedaliere più idonee attraverso comandi e comunicazioni coordinate, nonché tramite pianificazioni (tattica e tecnica) programmate per tempo.
Come sempre non è stato facile, ma gli infermieri sono abituati a situazioni non facili.
Abbiamo incontrato, in questi casi, diverse competenze e ruoli che ci hanno accomunato anziché distinguerci.
E nei disastri e nel bisogno, anche se simulati, noi infermieri ci saremo sempre.

Categoria Salute
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