Il 6 gennaio, la Lega di Serie A ha diffuso un comunicato per porre un argine al dilagare dei contagi che sta interessando l'Italia e, di conseguenza, anche i calciatori delle squadre di calcio.

Le nuove regole arrivano dopo il caos delle ultime ore con le ASL che hanno bloccato alcune squadre, costringendo così alla mancata disputa, finora, di quattro partite in programma per la prima giornata di ritorno del campionato di Serie A.

La Lega Serie A ha deliberato di disporre, in via transitoria, eccezionale e limitatamente alla corrente stagione sportiva 2021 /2022 le seguenti regole per le ipotesi di positività al virus SARS-CoV-2 dei calciatori dei Club partecipanti alle Competizioni organizzate dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A: qualora uno o più calciatori dello stesso Club risultassero positivi al virus SARS-CoV-2 la gara sarà disputata, secondo il calendario di ciascuna competizione, purché il Club in questione abbia almeno tredici calciatori (di cui almeno un portiere) tra quelli iscritti nelle rose della Prima Squadra e della formazione Primavera nati entro il 31 dicembre 2003, risultati negativi ai test entro il termine del punto 4;qualora il Club non disponga del numero minimo di calciatori di cui al punto 1, la Lega, delibererà di conseguenza;qualora il Club sia in grado di disporre del sud detto numero minimo di calciatori e comunque non presenti in campo la squadra, subirà le sanzioni previste dall’articolo 53 delle N.O.1.F.;ciascun Club, ai fini dell’applicazione delle norme di cui ai punti 1, 2, 3 dovrà inviare a mezzo pec alla Lega Nazionale Professionisti Serie A la documentazione comprovante le riscontrate positività entro la mezzanotte del giorno precedente il giorno di gara.

Due le considerazioni al riguardo. La prima è molto semplice: ma non potevano pensarci prima, visto che già una settimana fa era prevedibile, ampiamente, quello che sarebbe accaduto?

La seconda riguarda le Asl: se un'azienda sanitaria locale continuerà a bloccare l'intero gruppo squadra, che cosa accadrà?