Di guerre, negli ultimi anni, ne abbiamo avute in abbondanza. Di quella in Ucraina ce ne accorgiamo perché è in Europa e coinvolge direttamente - l'una contro l'altra - i due Stati in possesso del maggior arsenale nucleare al mondo. Ci accorgiamo anche di quanto sia disastrosa e ingiusta... e tutto questo mentre altre guerre altrettanto disastrose e ingiuste (naturalmente senza dimenticare come una guerra possa esser giusta!) continuano ad esser combattute.

Ce lo ricordano periodicamente le varie organizzazioni umanitarie con i tristi numeri delle loro conseguentemente tristi statistiche. Così l'Unicef ci ricorda oggi che la guerra in Siria non è per nulla terminata.

Secondo le notizie che abbiamo ricevuto, solo ieri sarebbero stati uccisi 3 bambini a causa di un ordigno inesploso nella città di Aleppo. A 11 anni dall’inizio della crisi in Siria, violenze, sfollamento e mancanza di accesso a servizi essenziali continuano a ostacolare le vite dei bambini. Lo scorso anno, circa 900 bambini in Siria hanno perso la vita o sono stati feriti. Questo porta il numero totale di bambini uccisi o feriti, dall’inizio della crisi, a circa 13.000. Mine antiuomo, residuati bellici esplosivi e ordigni inesplosi sono stati la causa principale di questi incidenti nel 2021, rappresentando circa un terzo di tutti i ferimenti e le morti registrati e lasciando molti bambini convivere con una disabilità.  “Circa 5 milioni di bambini sono nati in Siria dal 2011. Non conoscono altro che guerra e conflitto. In molte parti della Siria, continuano a vivere con la paura di violenze, mine e residuati bellici esplosivi,” ha dichiarato Bo Viktor Nylund, Rappresentante dell’UNICEF in Siria.
La crisi continua a lasciare sui bambini siriani ferite psicologiche. Lo scorso anno, un terzo dei bambini in Siria ha mostrato segnali di stress psicologico, compresi ansia, tristezza, stanchezza e difficoltà ad addormentarsi. Sebbene l'UNICEF non disponga di cifre precise sui bambini che convivono con disabilità, è evidente che questi bambini portano un doppio fardello quando si tratta di violenza, minacce alla loro salute e sicurezza, fame, rischio di abusi e perdita dell'istruzione. La mancanza di mobilità e difficoltà a fuggire da pericoli incrementano ulteriormente gli ostacoli che incontrano. Per le loro famiglie, come per la maggior parte delle famiglie, opportunità di lavoro limitate, prezzi alle stelle, livelli di povertà senza precedenti, gravi carenze di beni e servizi di base, rendono difficile per i bambini con disabilità ottenere le cure di cui hanno bisogno."Come tutti i bambini, anche quelli con disabilità hanno il diritto di essere seguiti e sostenuti. L'UNICEF rimane impegnato a sostenere questi bambini, senza stigmatizzazione e ovunque si trovino nel paese", ha dichiarato il Rappresentante Nylund. 
ALCUNI DATI:  

  • Più di 14,6 milioni di siriani hanno bisogno di assistenza umanitaria. Questo include 5,3 milioni di sfollati interni.  

  • Nel 2021, l'UNICEF ha raggiunto 11,3 milioni di persone, compresi 7,3 milioni di bambini, con assistenza umanitaria in tutta la Siria. 

  • L'UNICEF e i partner hanno fornito a 220.892 bambini servizi di salute mentale e supporto psicosociale attraverso spazi a misura di bambino e team mobili. 

  • La formazione sul rischio di ordigni esplosivi ha raggiunto più di 874.400 bambini e 176.300 persone che se ne prendono cura. 

  • Il programma integrato di protezione sociale per i bambini con disabilità, iniziato nel 2016, ha raggiunto 11.639 bambini con disabilità nel 2021. 


Anche Save the Children. oggi, ha ricordato le difficoltà in cui vivono i bambini in Siria, dove, nel nord, il conflitto sta ancora causando molte vittime tra i civili e costringe ogni giorno le famiglie a lasciare le proprie case. Nel 2021, Save the Children e Hurras Network, il suo partner sul territorio, hanno registrato almeno 15 attacchi ad istituti scolastici in tutta la Siria nord-occidentale. Ad ottobre, tre bambini e un insegnante sono stati uccisi in un attacco mentre andavano a scuola. 

Una combinazione letale di COVID-19, svalutazione delle principali valute e carenza di beni di prima necessità, ha gettato il paese in una profonda crisi economica, soprattutto nel nord del Paese, dove le famiglie sono costrette a lottare quotidianamente per la sopravvivenza. Circa 12 milioni di persone, il 55% della popolazione, vivono in uno stato di insicurezza alimentare.Da dicembre 2020 a dicembre 2021[3], il prezzo del paniere alimentare medio in Siria, è aumentato del 97%. Questo significa che, in un anno, una famiglia media spende il 41% del proprio reddito solo per il cibo che garantisce la sopravvivenza della propria famiglia. I nuclei familiari stanno limitando significativamente le quantità di cibo e la maggior parte di loro dipende interamente dall'assistenza umanitaria. Alcune, nel frattempo sono state costrette a mandare i propri figli a lavorare, con il lavoro minorile, che secondo le Nazioni Unite è prevalente nel 22% delle comunità in tutta la Siria.Si stima che la crisi ucraina stia causando la più rapida crescita del numero di rifugiati in Europa dalla seconda guerra mondiale È fondamentale che quello che sta accadendo non distolga l’attenzione da coloro che sono fuggiti dal conflitto siriano e che protezione e uguali diritti siano garantiti a tutti i rifugiati. 

Save the Children sottolinea come, nel nord-est della Siria la crisi idrica si stia trasformando in siccità, il livello dei fiumi si sia abbassato e la popolazione non riesca ad accedere alle infrastrutture idriche perché danneggiate. A causa della mancanza di acqua corrente pulita, molte madri restano senza cibo per dare la priorità alla spesa per l'acqua potabile. Secondo un recente studio condotto da Save the Children in cinque comunità nel nord-est della Siria, quasi un terzo (30%) delle donne che allattavano al seno non riuscivano a produrre abbastanza latte per i loro bambini e quello che avevano era spesso era di scarsa qualità. Inoltre il 7% dei bambini tra i 6 e i 59 mesi presentava una malnutrizione acuta grave e il 13% aveva una malnutrizione acuta moderata. 

“Undici anni dopo l'inizio del conflitto, la Siria non è ancora un luogo sicuro per i bambini. Continuano a vivere nella violenza della guerra, a sperimentare il dolore e perdita di tutto, ad essere sradicati dalla propria casa, in alcuni casi costretti a spostarsi più volte. Non riescono a vedere nessuna opportunità per il proprio futuro. Tutto questo ha avuto un profondo impatto sulla loro salute mentale e sul benessere. I bambini hanno bisogno di vivere in pace e quelli che si trovano in Siria meritano un futuro” ha detto Sonia Khush, Direttrice per l’emergenza in Siria di Save the Children.“L'attenzione del mondo si rivolge adesso alla guerra in Ucraina, ma non possiamo lasciare che i bambini siriani vengano dimenticati. Undici anni di conflitto sono un oltraggio. Tutte le parti in guerra devono porre fine alla violenza per garantire che i bambini vivano in un ambiente sicuro. È necessario che la comunità internazionale aumenti i finanziamenti e la fornitura di beni e servizi salvavita, essenziali affinché tutti i bambini sopravvivano, siano aiutati ad affrontare gli effetti del conflitto e a crescere sani. Inoltre, i rifugiati che sono fuggiti dalla Siria devono essere protetti, così come previsto dal il diritto internazionale” ha proseguito Sonia Khush.