Cronaca

Contrordine: la nave rigassificatrice Golar Tundra che doveva operare a Piombino andrà a Vado Ligure

25 ottobre 2022. Ho appena firmato l'autorizzazione all'installazione del rigassificatore nel porto di Piombino. La realizzazione di questa grande opera significa per 60 milioni di italiani abbassare le bollette e ricevere gas senza dipendere dalla Russia.26 gennaio 2023. I lavori procedono spediti e in sicurezza. Fra pochi mesi arriverà il Rigassificatore nel porto di Piombino. Positivo il sopralluogo di oggi nel cantiere in cui operano più di 450 persone per il posizionamento delle tubature e per i lavori sulla banchina dove arriverà la nave. Presto l'Italia avrà 5 miliardi di metri cubi di gas in più, un contributo determinante da Piombino e dalla Toscana, al servizio degli italiani per una maggiore indipendenza energetica e lontano dagli abnormi aumenti del prezzo del gas dominati dalle tendenze speculative.19 marzo 2023. L'Italia deve dire grazie a Piombino e alla Toscana. Dobbiamo renderci autosufficienti dalla Russia per il gas e questa opera contribuirà in modo determinante con 5 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Adesso avanti con le compensazioni per il territorio.

Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate nel tempo dal presidente della Toscana, Eugenio Giani, dopo che lo scorso ottobre la regione aveva dato parere favorevole al posizionamento della Golar Tundra (Floating Storage and Regasification Unit, acquistata da Snam a Singapore e battente bandiera delle isole Marshall, nave rigassificatrice lunga circa 292,5 metri, larga circa 43,4 metri e alta circa 55 metri) per tre anni nel porto di Piombino.

Una decisione osteggiata dai residenti del comune toscano, guidati dal sindaco Francesco Ferrari, di Fratelli d'Italia, che ha cercato di bloccare il progetto. Questa l'ultima sua dichiarazione in merito:

6 luglio 2023. Il Tar Lazio ha disposto il rinvio al 20 dicembre dell'udienza di merito sul rigassificatore di Piombino. Alla base della decisione, i tempi tecnici del procedimento: il parere definitivo del Comitato tecnico regionale sul tema della sicurezza risale appena al 27 giugno, il Comune ha 30 giorni di tempo per preparare il dovuto ricorso per motivi aggiunti e la controparte altrettanti per presentare le controdeduzioni. Quello della sicurezza, oggetto del parere del Ctr, è infatti uno dei tema principali del ricorso presentato dal Comune di Piombino."Eravamo disposti a non impugnare il parere definitivo del Ctr per di arrivare alla conclusione di questa vicenda ma ciò avrebbe significato, di fatto, rinunciare a tutte le conclusioni in materia di sicurezza che abbiamo sollevato in precedenza, rinunciare a tutte le conclusioni in materia di sicurezza che abbiamo sollevato in precedenza: valuterei seriamente la possibilità di non avvalermi più della perizia dell'ente per il prosieguo del risarcimento e per la perizia del risarcimento è rivelato gravemente non avendo affrontato la questione in termini di sicurezza. Di certo non sono favorevole alla proposta di legge del Ctr si è rivelato gravemente non avendo affrontato la questione in termini di sicurezza. Di certo non sono favorevole alla proposta di legge del Ctr se è rivelato gravemente non avendo affrontato la questione in termini di sicurezza. Di certo non sono favorevole alla proposta di legge del Ctr se è rivelato gravemente non avendo affrontato la questione in termini di sicurezza: valuterei seriamente la possibilità di non avvalermi più della perizia dell'ente per il prosieguo del risarcimento. Altrimenti, il perito del Ctr si è rivelato gravemente non avendo affrontato la questione in termini di sicurezza: valuterei seriamente la possibilità di non avvalermi più della perizia dell'ente per il prosieguo del risarcimento. L'è possibile avrebbero si avrebbe e potrebbe anche significare: valuterei seriamente la possibilità di non avvalermi più della perizia dell'ente per il prosieguo del risarcimento".

Adesso la novità è che la Golar Tundra, che già si trova a Piombino dove erano già iniziati i lavori per collegarla alla rete di distribuzione del gas, si sposterà a Vado Ligure, nuovo porto da cui dovrà operare e dove sarà necessario costruire un nuovo tratto di  4,2 chilometri di condotta sottomarina per il trasporto del gas, 30 km di gasdotto a terra e alcuni impianti di regolazione della pressione del gas, per i quali sarà necessario provvedere all'esproprio di terreni, con tutto quel che ne consegue, in termini burocratici e di tempistica.

A Vado Ligure c'è un commissario prefettizio in attesa che venga eletto un nuovo sindaco alle prossime amministrative che si terranno il prossimo anno insieme alle europee. E vedi un po' la coincidenza, le elezioni comunali interesseranno anche il comune di Piombino, il cui sindaco di Fratelli d'Italia utilizzerà per la propria propaganda e per la propria rielezione il ricollocamento della Golar Tundra in un altro porto.

Nessuna spiegazione da parte di Meloni e dei ministri interessati su tale decisione, sia in relazione a quanto già speso finora, sia per i tempi di realizzazione del nuovo impianto che, a questo punto, non potrà certo tornare utile per il prossimo inverno.

Un ulteriore considerazione da farsi è anche se un nuovo rigassificatore sia realmente necessario. L'Italia ha già una ridondanza di capacità di approvvigionamento gas: oltre 83 miliardi di m3 all'anno, senza più far ricorso al gas russo, a fronte di consumi che sono in costante calo (da 76,4 miliardi di m3 nel 2021 si è scesi a 68,7 miliardi di m3 nel 2022). Inoltre, il progressivo sviluppo delle fonti rinnovabili permetterà al Paese, nel 2030, di poter fare a meno di altri 20 miliardi di m3 di gas. 

Ha senso, pertanto, costruire un nuovo rigassificatore?

Autore Vittorio Barnetti
Categoria Cronaca
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