Esteri

6000 i casi di coronavirus nella sola Cina, con l'Australia che invia gli evacuati da Wuhan in un'isola nell'Oceano Indiano

Secondo l'ultimo bilancio delle autorità sanitarie cinesi, che hanno dichiarato che potrebbero volerci altri 10 giorni perché l'epidemia scoppiata a  Wuhan raggiunga il picco, il numero di casi in Cina del nuovo coronavirus ha superato i 6mila, mentre il numero di decessi è salito a 132.

Le persone più a rischio sono gli anziani e quelle indeboliti da malattie già preesistenti.


Tutti i Paesi stranieri, Italia compresa, stanno effettuando l'evacuazione dei propri connazionali presenti a Wuhan, con l'Australia che ha previsto di mettere in quarantena i suoi evacuati sull'isola di Natale, situata nell'Oceano Indiano a sud dell'Indonesia, a 2000 km dalla terraferma.

La nazionale di calcio femminile cinese, giunta in Australia per disputare un incontro valevole per le qualificazioni alle prossime Olimpiadi, è stata messa in quarantena in un hotel a Brisbane fino al 5 febbraio.

Alcune compagnie aeree hanno scelto di limitare i voli da e verso la Cina, come United Airlines e Cathay Pacific (che ha sospeso alcuni dei servizi a bordo per limitare la possibile diffusione del virus), mentre British Airways li ha sospesi del tutto.

Anche le multinazionali presenti in Cina hanno deciso di prendere provvedimenti per limitare la diffusione del coronavirus, rispondendo alle pressioni di Pechino. Così, Ikea ha dichiarato di chiudere temporaneamente metà dei suoi 30 negozi presenti nel Paese. Lo stesso ha comunicato Starbucks.


Per quanto riguarda gli altri Paesi, anche gli Emirati Arabi Uniti hanno registrato i primi casi di infezione del nuovo virus in una famiglia arrivata di recente da Wuhan.

Autore Sandro Alioto
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