La vicenda Aquarius ovvero l'atteggiamento criminale dell'Italia... e dell'Europa

La vicenda Aquarius ovvero l'atteggiamento criminale dell'Italia... e dell'Europa

Finalmente l'italiano medio ha ritrovato la propria identità ed il proprio orgoglio nazionale combattendo e vincendo la guerra contro il perfido migrante, un individuo subdolo e pericoloso che sfida ogni sorta di avversità pur di venire in Italia a fare la pacchia, alle spalle degli italiani.

Questo è quello che il governo del cambiamento, Salvini in testa, sta raccontando agli italiani e questi gli hanno creduto. Adesso l'italiano medio può incurvare la pancia e gonfiare il petto... finalmente in Europa conta qualcosa. Adesso ha guadagnato il proprio posto al sole e pure con poco sforzo.

È stato sufficiente un hashtag, una minaccia, l'incertezza delle autorità preposte nel continuare a fare il proprio dovere nonostante una decisione ufficiale non fosse stata presa e... óp là, le jeux sont fait. E tutto questo sulla pelle di gente da cui i vari governi italiani pretendono un ringraziamento, perché invece di crepare in mare può farlo direttamente nei centri di detenzione in Libia.

È vero, il problema delle migrazioni, in special modo di quella africana, è serio e complesso e non può essere affrontato da un solo Paese, peraltro governato da degli incapaci che, a turno, si baloccano tra indifferenza e propaganda. Però, non è neppure sopportabile che dei "disgraziati" finiscano per essere ostaggio della propaganda politica.

Per questo, in relazione alla vicenda Aquarius, è importante conoscere anche il punto di vista degli altri, le due ong Medici Senza Frontiere e SOS Mediterranée, nella speranza, seppur flebile, che la ragione possa riavere il sopravvento.

Ecco l'altra verità - che non viene narrata dal sorridente e amorevole Matteo Salvini, tanto commosso alla vista della "sua" bambina e dai pigiamini dei suoi eroi animati - narrata da Karline Kleijer, responsabile per le emergenze di Medici Senza Frontiere.


«Nel fine settimana del 9 e 10 giugno, l’Aquarius, gestita da SOS Mediterranee in collaborazione con MSF, ha salvato più di 220 persone e ne ha ricevute altre 400 da navi della Guardia Costiera italiana. Sebbene il salvataggio e il trasferimento delle 630 persone siano stati avviati e coordinati dal Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo italiano (MRCC), le autorità italiane hanno negato l'autorizzazione a sbarcare nel porto sicuro più vicino in Italia, rompendo in questo modo con le prassi e il diritto internazionale. Anche Malta, che aveva il porto sicuro più vicino, ha rifiutato lo sbarco, citando il ruolo e la responsabilità del coordinamento italiano.

Alla fine, l'11 giugno, il governo spagnolo è intervenuto con l’offerta per la nave Aquarius del porto di Valencia, distante a 1.300 chilometri.

MSF ha continuato a sollecitare le autorità italiane ad autorizzare lo sbarco nel porto sicuro più vicino, come previsto dal diritto internazionale marittimo. MSF ha anche sollevato gravi preoccupazioni umanitarie e di sicurezza in merito alla navigazione di 630 passeggeri su una nave sovraffollata per altri quattro giorni, senza adeguati rifugi e cibo insufficiente.

Spesso le autorità italiane sono sembrate insensibili. Inizialmente avevano suggerito a MSF di trasferire le persone vulnerabili. Tuttavia, quando abbiamo fornito un elenco di quasi 200 persone, tra cui minori non accompagnati, malati e feriti, donne incinte e donne con bambini che viaggiavano da sole, hanno rifiutato. Le autorità italiane hanno quindi chiesto di trasferire solo le sette donne incinte, ma non hanno risposto alle preoccupazioni di MSF sulla separazione delle famiglie e sulla necessità per i mariti di accompagnare i loro partner in stato di gravidanza” dichiara Karline Kleijer di MSF.


Nonostante le preoccupazioni di MSF sull'impatto medico-umanitario del viaggio fino a Valencia, il 12 giugno le autorità italiane hanno dato istruzioni all'Aquarius di trasferire 524 persone su navi italiane e dirigersi con i restanti 106 verso la Spagna.

Le autorità italiane hanno vergognosamente chiuso i loro porti a 630 persone che sono state lasciate navigare in mare per calcoli politici. Anche se l'Italia ha legittime rimostranze nei confronti di altri governi europei che non hanno accettato la loro parte di rifugiati, ciò non può essere una giustificazione per questo trattamento degradante.

La campagna diffamatoria contro le navi delle ONG deve finire. La nostra unica intenzione è salvare vite in mare. È difficile spiegare perché Aquarius sia dovuta partire per un viaggio di quattro giorni verso la Spagna con 630 persone a bordo mentre un giorno dopo questa decisione è stato autorizzato lo sbarco in Italia di 900 persone a bordo della nave Diciotti della guardia costiera italiana.

Valencia è la fine di una terribile disavventura per 630 persone. Ora deve esserci un serio impegno europeo per salvare vite umane in mare e al loro corretto sbarco. Mentre i governi non riescono ad adempiere alle loro responsabilità, le équipe a bordo dell'Aquarius continueranno a condurre operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale.»


E questo, invece, il commento di SOS Mediterranée espresso in un comunicato stampa: «La nave Aquarius è diventata il simbolo concreto per coloro che in Europa mettono i valori universali di rispetto per la vita umana, dignità e solidarietà prima di ogni altra considerazione.

Detto questo, i diversi ritardi dovuti alla chiusura dei porti italiani e poi l’Odissea forzata, pericolosa e degradante della nave Aquarius nel Mediterraneo devono necessariamente suonare come un campanello d’allarme per i leader europei.

Non è tollerabile per l’Europa che possa ripetersi una situazione come questa.

L’inerzia degli Stati europei è criminale. Si è tradotta in oltre 13.000 morti nel Mediterraneo dal 2014, quando i leader europei hanno detto "mai più" dopo la tragedia di Lampedusa. L’Europa porta questi morti sulla propria coscienza.

Le operazioni di ricerca e soccorso devono essere basate sul rispetto delle vite umane prima di ogni altra considerazione.» 


Nel frattempo, il governo spagnolo ha autorizzato la concessione di un permesso di soggiorno di un mese ai 630 migranti sbarcati a Valencia, il tempo necessario per procedere alle richieste di asilo. La misure è stata applicata in via eccezionale dal momento che i migranti non sono giunti in Spagna in maniera irregolare, ma su invito delle autorità di Madrid, dopo il rifiuto del governo italiano di sbarcarli in un proprio porto.

 

Categoria Politica
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