Il caso Dunn mette in imbarazzo il governo Johnson

Il caso Dunn mette in imbarazzo il governo Johnson

Il 27 agosto, vicino a RAF Croughton nel Northamptonshire, dove ha sede una stazione di comunicazione dell'Aeronautica Militare americana, è avvenuto un incidente stradale.

In base a quanto mostrano le immagini di una telecamera che ha ripreso l'accaduto, una Volvo, che procedeva in senso opposto alla normale direzione di marcia, ha investito un ragazzo di 19 anni alla guida di una moto, Harry Dunn, uccidendolo.

L'agente di polizia Nick Adderley, che conduce le indagini, ha dichiarato che l'auto responsabile dell'incidente proveniva dalla base americana. Alla guida della vettura, probabilmente, era Anne Sacoolas, moglie di un dipendente della base che, come il marito, gode di immunità diplomatica.

La donna, interrogata dalla polizia, aveva promesso di mantenersi a disposizione, ma così non ha fatto. Neppure una settimana dopo l'incidente, ha preso un aereo ed è tornata negli Usa.


La polizia e, soprattutto i familiari del ragazzo ucciso non l'hanno presa molto bene e hanno iniziato a fare pressione sulle autorità britanniche, perché la donna ritorni nel Regno Unito e si metta a disposizione della magistratura per essere giudicata.

In base alla Convenzione di Vienna del 1961, i diplomatici che godono di immunità non possono essere sottoposti procedimenti giudiziari, anche se la Convenzione afferma poi che sono comunque tenuti ad obbedire alla legge. Laddove vengano commessi dei reati, il ministero degli Esteri può chiedere a un governo straniero di revocare l'immunità, se lo ritenga opportuno.

E per tale motivo, i familiari di Harry Dunn si sono rivolti al ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, perché faccia pressioni sull'amministrazione Usa per revocare l'immunità diplomatica alla presunta responsabile dell'incidente.

Il caso, in Gran Bretagna, ha avuto molto risalto ed è arrivato ad interessare pure Boris Johnson, che ha detto di averne parlato al presidente degli Stati Uniti, come lo stesso Trump, mercoledì scorso, ha confermato... in questi termini:

"La donna stava guidando dalla parte sbagliata della strada, e questo può succedere.

Sai... quelle sono strade dove il senso di marcia è invertito... può accadere. Non dirò che a me sia mai successo, ma è successo.

E così un giovane è rimasto ucciso. La persona che guidava l'automobile ha un'immunità diplomatica. Le parleremo a breve e vedremo se possiamo trovare un punto d'incontro".

Non proprio le parole di uno che abbia intenzione di togliere alla donna l'immunità diplomatica. Parole che sono state pronunciate nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca. Al termine della conferenza, Trump ha rimesso nella giacca una nota che gli era stata preparata sull'argomento. Nota che casualmente è stata fotografata.

 


Che cosa c'era scritto? Che il Segretario di Stato Mike Pompeo ha già riferito al ministro degli Esteri Raab che la moglie del diplomatico non verrà rimandata nel Regno Unito e che solo in base a ciò che deciderà il suo legale risponderà o meno alle domande delle autorità britanniche.

In pratica, nella nota si afferma che l'amministrazione Trump non le revocherà l'immunità diplomatica e che il Governo britannico era stato informato in proposito.

I familiari del ragazzo hanno dichiarato di essere stati presi in giro dalle promesse del Governo, dichiarando di non voler demordere e  annunciando per questo, a breve, un viaggio negli Stati Uniti.

La vicenda, come già detto, ha avuto larga eco sui media britannici e, pertanto, non potrà non avere anche risvolti politici. Johnson sostiene da tempo che una Brexit senza accordo rappresenterebbe un'opportunità per la Gran Bretagna, che potrebbe così intavolare nuovi e più convenienti accordi con gli Stati Uniti, un paese in questo momento, alla luce dei recenti fatti, non molto popolare nel Regno Unito. La ministra degli esteri del governo ombra, la laborista Emily Thornberry, ha addirittura parlato di sudditanza da parte di Johnson nei confronti di Trump.

Categoria Esteri
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