Esteri

A Bruxelles: l'intesa sul nuovo patto di stabilità non è stata raggiunta, ma non sembra lontana

Il Consiglio europeo dei ministri per gli Affari economici e finanziari che si è tenuto l'8 dicembre aveva come principale argomento all'ordine del giorno la proposta di riforma del quadro di governance economica dell'Unione europea.

La discussione, pertanto, verteva sulle nuove regole post pandemia da adottare per le politiche fiscali ed economiche nazionali da applicare agli Stati membri dell'Ue per garantirne la sostenibilità, affrontando, in tempo, gli squilibri macroeconomici.

Tre le proposte di modifica:

  • una per un nuovo regolamento sul coordinamento efficace della sorveglianza economica e multilaterale di bilancio, in sostituzione dell'attuale regolamento sul braccio preventivo del patto di stabilità e crescita;

  • una per il regolamento esistente per accelerare e chiarire l'attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (PDE), ovvero l'insieme di norme che entrano in vigore se uno Stato membro viola i valori di riferimento del Trattato pari al 3% e al 60% del PIL, rispettivamente per il deficit e il debito pubblico. Si tratta del braccio correttivo del Patto di stabilità e crescita;

  • una terza per la direttiva del Consiglio sui requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri.

Così Nadia Calviño, prima vicepresidente spagnola e ministra dell'Economia e della digitalizzazione, ha commentato il risultato del vertice: "Abbiamo compiuto progressi molto significativi sulla base delle intense consultazioni che abbiamo avuto nelle ultime settimane e mesi. Ci siamo quasi. Non è stato possibile raggiungere un accordo su tutte le consultazioni politiche, giuridiche e tecniche, ma speriamo di concluderlo nei prossimi giorni e settimane, in modo da poter trovare un accordo politico entro la fine dell'anno".

Per semplificare, non vi è al momento possibilità d'intesa tra Germania e Paesi satelliti da una parte, che hanno sposato la linea dell'austerità e del rigore nei conti pubblici, e la Francia, che invece rappresenta la linea degli investimenti, con il supporto di Italia e Spagna, Paesi ad alto debito, che altrimenti, con la proposta tedesca, finirebbero per essere penalizzati.

Ma per Gentiloni l'intesa è vicina...

Autore Carlo Airoldi
Categoria Esteri
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