Mercoledì il premier Conte in Senato per una informativa sulla manovra che ha ottenuto il via libera dall'Europa

Mercoledì il premier Conte in Senato per una informativa sulla manovra che ha ottenuto il via libera dall'Europa

In merito al calendario dei suoi lavori, il Senato ci informa che la 5.a Commissione (quella che si occupa del bilancio) prosegue l'esame del disegno di legge di bilancio 2019. Il ddl, una volta che l'esame sarà concluso in Commissione, verrà "incardinato" in Aula giovedì 20 dicembre, alle ore 17.

Nel frattempo, il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte questo mercoledì alle ore 12, parlerà all'Aula in relazione ad una "informativa" sulla manovra economica.

La dichiarazione di Conte segue la notizia, fatta trapelare ieri in tarda serata dal ministero dell'Economia, che a Bruxelles si sarebbe trovato un accordo sulla manovra presentata dall'Italia, che prevede la revisione del deficit, per il 2019, dal 2,4 al 2,04%. Quindi, la Commissione accetterebbe il nuovo testo, evitando così l'avvio di una procedura d'infrazione come promesso in precedenza.

Prudenza da Palazzo Chigi dove si aspetta che tutto ciò venga messo nero su bianco nella riunione odierna della Commissione Ue (fino a ieri si diceva che la questione sarebbe stata discussa nella prossima riunione di gennaio). Probabilmente, la necessità di "favorire" la Francia che, per venire incontro alle richieste dei "gilet gialli" ha dovuto rivedere la propria manovra sforando il parametro del deficit al 3%, ha ammorbidito le posizioni dei "falchi" di Bruxelles.

Adesso non resta che attendere l'intervento di Conte al Senato per sapere se, finalmente, il Governo vorrà spiegare al popolo che dice di rappresentare come riuscirà a soddisfare tutte le promesse, che anche in queste ore Lega e 5 Stelle affermano che saranno mantenute, rinunciando rispetto a quanto dichiarato ad ottobre a quasi ad un punto di Pil, senza dimenticare che, rispetto a quanto previsto all'inizio è stato rivisto in ribasso anche il Pil generato nel 2019 dalla manovra (dall'1,5% all'1%), la cui crescita avrebbe dovuto fare da copertura alle spese indicate dal Governo.

Categoria Politica
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