Il 12 novembre, a Firenze, un convegno illustra il connubio tra scienza e design finalizzato alle missioni spaziali

Il 12 novembre, a Firenze, un convegno illustra il connubio tra scienza e design finalizzato alle missioni spaziali

Il 12 novembre, al cinema Odeon di Firenze si svolgerà un interessante convegno dal titolo Da Galileo a Marte: rinascimento della scienza e delle arti, che vedrà la partecipazione, tra gli altri del vicedirettore della NASA Dava Newman, degli astronauti Nicole Stott e Palo Nespoli, il designer Guillermo Trotti e l'artista Lia Halloran.

La NASA progetta di portare l'uomo su Marte entro il 2030. Questo obiettivo, però, non può riguardare solo problematiche tecniche relative a settori quali biologia, matematica, ingegneria, astrofisica e chi più ne ha, più ne metta, ma anche altre problematiche relative ad altri settori utili a favorire lo sviluppo tecnologico di oggetti funzionali alle missioni nello spazio, tra cui le tute degli astronauti o le navicelle.

Per tale motivi, negli ultimi tempi si è compreso come anche artisti e designer possano avere un ruolo in missioni come questa.

Così, l’architetto e designer Guillermo Trotti ha collaborato con la NASA per la progettazione di strutture abitative da costruire sulla Luna, tute spaziali adatte all’esplorazione di Marte e la Luna, veicoli per le missioni su Marte e Stazioni Spaziali Internazionali.

Queste esperienze saranno condivise nell'evendo del 12 novembre che verrà introdotto dal sindaco di Firenze Dario Nardella e vedrà anche la partecipazione del Presidente della Commissione cultura del Comune di Firenze Maria Federica Giuliani e dell’assessore alle attività produttive, al credito, al turismo e al commercio della Regione Toscana Stefano Ciuoffo.

Nel pomeriggio, a Palazzo dei Cartelloni, che fu dimora del matematico Vincenzo Viviani che volle decorare la facciata con epigrafi in latino per celebrare il suo maestro Galileo Galilei, potrà essere visitata una mostra d’arte che includerà le opere di Lia Halloran della serie Your Body is a Space That Sees che, partendo da testi e immagini storiche, rendono omaggio alle donne dell’astronomia dall’antichità a oggi, come Ipazia di Alessandria, Caroline Herschel, Helen Sawyer Hogg e un gruppo di studiose dell’Osservatorio di Hardvard conosciute come Pickering’s Harem.

Manolo Serafini
nella categoria Scienza e Tecnologia
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