Esteri

Presentata in Germania una denuncia contro Scholz e altri membri del suo governo per complicità con Israele nel genocidio in atto a Gaza

Oggi, un gruppo di avvocati tedeschi – che rappresentano le famiglie di due cittadini di Gaza – ha presentato una denuncia penale contro funzionari del governo tedesco (il cancelliere Olaf Scholz, il ministro degli affari esteri Annalena Baerbock, il vicecancelliere Robert Habeck, il ministro delle finanze Christian Lindner e membri del “Bundessicherheitsrat”, l'organo governativo che autorizza le licenze di esportazione di armi), per i reati di favoreggiamento e complicità nel genocidio contro il popolo palestinese a Gaza, fornendo a Israele armi con le relative autorizzazioni per la loro esportazione.

Nel procedimento, sono supportati dalle organizzazioni ELSC (European Legal Support Center - Centro europeo di supporto legale), PIPD (Palestine Institute for Public Diplomacy - Istituto Palestinese per la Diplomazia Pubblica) e Law for Palestine nell’ambito dell’Iniziativa Giustizia e Responsabilità per la Palestina.

La denuncia è stata depositata presso la Procura federale di Karlsruhe (Generalbundesanwaltschaft). 

In una storica sentenza del 26 gennaio 2024 nel caso intentato dal Sud Africa contro Israele per il crimine di genocidio, la Corte internazionale di giustizia (CIG) ha ordinato misure provvisorie contro il “grave rischio” di genocidio, affermando che quest’ultimo è "plausibilmente" in atto. A seguito di tale sentenza, la Germania, come altri Stati terzi, ha il chiaro obbligo di prevenire il genocidio e i funzionari statali tedeschi dovrebbero usare la loro influenza e impiegare tutti i mezzi legali a loro disposizione per costringere Israele ad astenersi dal compiere tale atti genocidi. 

Il diritto penale tedesco richiede un motivo di sospetto iniziale per avviare le indagini su un potenziale reato commesso. La sentenza della Corte Internazionale di Giustizia ha mostrato chiaramente che esiste un motivo di sospetto iniziale quando si tratta del crimine di genocidio contro il popolo palestinese a Gaza.

Quando si tratta di "favoreggiamento", questo può avvenire attraverso il supporto logistico, finanziario o materiale, ma anche creando condizioni favorevoli per il reato principale. In questo caso, il favoreggiamento comprende il sostegno politico l'autorizzazione all'esportazione di armi.

Lo Stato tedesco è uno dei paesi che ha mostrato il più forte sostegno politico e materiale a Israele nel suo attacco alla Striscia di Gaza e ai palestinesi in essa residenti, con molti funzionari tedeschi che incitano al genocidio dalle loro dichiarazioni dall’ottobre 2023.

I querelanti hanno deciso di agire, tentando di ritenere la Germania responsabile della sua complicità negli indicibili orrori che le loro famiglie stanno vivendo.

Nora Ragab, attivista e querelante nel caso, che ha parenti a Gaza, ha dichiarato:

Noi vivi dobbiamo ricordare i morti di Gaza, raccontare le loro storie e lottare per la giustizia. Noi, palestinesi della diaspora, non resteremo a guardare un genocidio commesso contro le nostre famiglie e il nostro popolo. Utilizzeremo tutti i mezzi a nostra disposizione, dalle proteste nelle strade alle azioni legali nei tribunali penali. Oggi miriamo a ritenere il governo tedesco responsabile della sua complicità nel genocidio di Gaza.
Il caso si basa in particolare sul fatto che nel 2023 le esportazioni di armi della Germania verso Israele ammontavano a 326,5 milioni di euro, la maggior parte dei quali sono stati approvati dopo il 7 ottobre 2023, un aumento di dieci volte delle esportazioni di armi verso Israele rispetto al 2022. Le armi importate dalla Germania sono pari al 28% delle importazioni militari israeliane.

Il governo tedesco ha approvato più di 300 ulteriori richieste di esportazione di attrezzature militari per un valore di 306,4 milioni di euro. Attualmente sta esaminando la richiesta di Israele di fornire munizioni per carri armati, vale a dire 10.000 munizioni da 120 millimetri, sulla quale i ministeri federali interessati hanno già dato il loro benestare di principio.

Molti paesi in tutto il mondo hanno adottato misure per tagliare i legami con Israele a causa del genocidio in corso. In Europa, nel febbraio 2024 un tribunale olandese ha ordinato al governo di sospendere l’esportazione di jet F-35 alla luce dei suoi obblighi internazionali e perché esistono chiari rischi che Israele stia violando i principi fondamentali del diritto umanitario internazionale, mentre la regione della Vallonia in Belgio ha temporaneamente sospeso le esportazioni di polvere da sparo verso Israele.

Nadija Samour, l'avvocato che ha archiviato il caso e funzionario legale dell'ELSC, ha dichiarato:

I nostri governi in Europa hanno l’obbligo legale di non fornire a Israele alcun sostegno nel perpetrare l’attuale genocidio contro il popolo palestinese a Gaza. Tutto ciò deve finire e questo è ciò che speriamo di ottenere andando in tribunale. Questa causa invia un messaggio chiaro ai funzionari tedeschi: non si può continuare a rimanere complici di tale crimine senza conseguenze. Vogliamo responsabilità.
Mentre il mondo continua ad assistere alla distruzione totale di Gaza, trasmessa in diretta televisiva, è responsabilità dei tribunali tedeschi impedire che lo Stato tedesco sia complice di tali orrori e gravi violazioni del diritto umanitario internazionale.


Fonte: European Legal Support Center, Palestine Institute for Public Diplomacy, Law for Palestine

Autore Ugo Longhi
Categoria Esteri
ha ricevuto 342 voti
Commenta Inserisci Notizia