L'OHCHR accusa l'Europa e l'Italia di essere responsabili della sofferenza dei migranti detenuti in Libia, un oltraggio alla coscienza dell'umanità

L'OHCHR accusa l'Europa e l'Italia di essere responsabili della sofferenza dei migranti detenuti in Libia, un oltraggio alla coscienza dell'umanità

OHCHR ovvero Office of the High Commissioner for the Human Rights è l'agenzia dell'Onu che si occupa di verificare che, nel mondo, vengano riconosciuti e rispettati i principi che fanno riferimento alla "dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili" che "costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo"... quei principi che sono costitutivi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata il 10 dicembre 1948 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con cui la Costituzione Italiana ha molti punti in comune.

Perché questa premessa? Perché da Ginevra, Zeid Ra’ad Al Hussein che è a capo dell'OHCHR ha espresso il proprio "sgomento per il forte aumento del numero di migranti detenuti in condizioni orribili in Libia, affermando anche che la politica dell'Unione europea a supporto della Guardia Costiera libica nell'intercettare e rimpatriare i migranti nel Mediterraneo è disumana."


"La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità", ha detto Zeid Ra'ad al Hussein. "Quella che già era una situazione terribile, adesso si è trasformata in catastrofica."

"Il sistema di detenzione dei migranti in Libia è insostenibile, solo misure alternative alla detenzione possono salvare la vita dei migranti e la sicurezza fisica, preservare la loro dignità e proteggerli da ulteriori atrocità."

"La comunità internazionale non può continuare a chiudere un occhio sugli orrori inimmaginabili subiti dai migranti in Libia, e far finta che la situazione possa essere rimediata solo migliorando le condizioni di detenzione", ha detto Zeid chiedendo provvedimenti ad hoc, tra cui la depenalizzazione dell'immigrazione irregolare per garantire la protezione dei diritti umani degli immigrati.

Secondo il Dipartimento libico che si occupa della lotta contro la migrazione illegale (DCIM), sarebbero 19.900 le persone presenti nelle strutture sotto il suo controllo ai primi di novembre, dalle circa 7.000 di metà settembre.

L'UE e l'Italia danno il loro supporto alla Guardia Costiera libica per intercettare le imbarcazioni dei migranti nel Mediterraneo, anche in acque internazionali, nonostante i timori sollevati dalle organizazzioni per i diritti umani sul fatto che tale politica avesse come conseguenza quella di costringere sempre più migranti ad un periodo di detenzione indefinito esponendoli a torture, stupri, lavoro forzato, sfruttamento ed estorsione. In una situazione in cui i detenuti non hanno alcuna possibilità di contestare la legalità della loro detenzione, non avendo neppure accesso ad aiuti legali.

"I crescenti interventi dell'UE e dei suoi Stati membri, finora, non hanno fatto nulla per ridurre il livello di abusi subiti dai migranti", ha dichiarato Zeid. "Il nostro monitoraggio, infatti, mostra un rapido deterioramento della loro situazione in Libia."

Durante il monitoraggio effettuato dagli inviati delle Nazioni Uniti nella prima settimana di novembre, costoro sono rimasti letteralmente scioccati da ciò che hanno visto: "migliaia di uomini emaciati e traumatizzati, donne e bambini accatastati uno sopra l'altro, rinchiusi in hangar senza avere accesso alle necessità più elementari e spogliati della loro dignità umana", ha detto Zeid.

"Molti dei migranti detenuti sono vittime di tratta di esseri umani, sequestri, torture, stupri e altre violenze sessuali, sfruttamento, gravi violenze fisiche, fame e numerose altre atrocità sopportate nel corso dei loro spostamenti in Libia, spesso per mano di trafficanti o contrabbandieri".

Un uomo detenuto nel centro DCIM di Tarik al-Matar, insieme ad altri 2.000 migranti, chiuso in un hangar senza servizi igienici, ha detto al personale delle Nazioni Unite: "Siamo come in una scatola di fiammiferi, non dormiamo, abbiamo malattie, ci manca il cibo, non abbiamo fatto una doccia da mesi. Moriremo tutti se non veniamo salvati da questo luogo. Questo è un Calvario... è impossibile sopravvivere per l'odore di feci e urina... molte persone sono [distese] sul pavimento prive di sensi"

Uomini, donne e bambini detenuti nei centri DCIM hanno denunciato percosse per mano delle guardie: "Ci hanno battuto ogni giorno, usando bastoni elettrici, solo perché chiediamo cibo o l'intervento di un medico oppure informazioni su ciò che ci accadrà", ha testimoniato un migrante proveniente dal Camerun ad un incaricato OHCHR.

Le donne hanno parlato di stupri e di altre violenze sessuali per mano di contrabbandieri e guardie. Una donna della Costa d'Avorio ha detto al personale delle Nazioni Unite che "degli uomini armati sono entrati ed hanno scelto sei donne, me compresa e ci hanno portato fuori una per volta. Quando ho rifiutato, sono stata schiaffeggiata e mi è stata puntata una pistola alla testa. Fuori, quattro uomini mi hanno stuprata. Ero nelle prime fasi della gravidanza, ho sanguinato abbondantemente e credo di aver perso il bambino. Non ho ancora visto un medico."

In un altro caso, una donna africana sub-sahariana ha detto: "Sono stata portata via dal centro DCIM e violentata in una casa da tre uomini, tra cui una guardia DCIM."

L'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha esortato le autorità libiche ad adottare misure concrete per eliminare le violazioni dei diritti umani nei centri sotto il loro controllo, a rimuovere le persone sospettate di aver effettuato tali violazioni, ad indagare e perseguire tali responsabili ed a rendere noto che tali abusi non saranno più tollerati. Inoltre, chiede che i migranti non siano più trattenuti prigionieri e che tutti i centri di detenzione siano aperti.

"Non possiamo essere testimoni silenziosi di forme di schiavitù, stupri e altre violenze sessuali e omicidi illegali in nome della gestione della migrazione, per impedire a dei disperati di raggiungere le coste europee", ha detto Zeid.


Quanto sopra riportato è la traduzione (quasi) letterale della denuncia di Zeid Ra'ad al Hussein pubblicata il 14 novembre sul sito dell'OHCHR.

Pertanto, i responsabili di questa situazione che è al di fuori dei diritti umani e sta ulteriormente peggiorando, sono quella trentina di persone che si sono riunite a Malta qualche mese fa e che hanno dato il loro appoggio al piano definito dall'Italia, oggetto della denuncia dell'ufficio delle Nazioni Unite che si occupa di diritti umani.

E chi ha definito quel piano? Marco Minniti, il "gasatissimo" ministro dell'Interno che a fine estate ha fatto il giro di tutte le piazze dove in Italia si teneva una festa di partito, di sinistra o di destra che fosse, complimentandosi con se stesso per aver contenuto il numero di migranti che arrivavano in Italia.

Ad ottobre, a quel periodo risalgono le sue ultime dichiarazioni sull'argomento, lo stesso individuo diceva che a lui interessavano le condizioni dei migranti in Libia, che la situazione era monitorata, che si stavano definendo delle procedure per la loro salvaguardia, ecc. ecc... Adesso, ufficialmente, sappiamo che la realtà è ben diversa da quel che Minniti ha raccontato.

E che dire poi del serafico Gentiloni che "rivendica" la bontà di quanto fatto finora in tema di migrazione! Per non parlare del segretario del Partito Democratico, quel tal Matteo Renzi che è tanto soddisfatto dell'operato di Minniti, che quanto fatto finora deve essere accettato tale e quale nella trattativa, semmai sarà avviata, per un accordo elettorale e di programma con la sinistra radicale!

Questa gente che aveva tanto a cuore la vita dei migranti, ha prima ostacolato l'attività delle Ong in mare, non ha detto niente dopo le minacce alle stesse Ong fatte dal comandante della Guardia Costiera libica e pochi giorni fa non ha detto niente dopo che una Ong ha ripreso e pubblicato le modalità di salvataggio della Guardia Costiera libica che sono costate la vita ad alcune persone... senza parlare delle frustate inflitte con un canapo da dei marinai libici ai migranti presenti in coperta.

Da ricordare che Minniti, Gentiloni e Renzi dicono di rappresentare ed essere interpreti degli ideali della sinistra, quella democratica e sociale che ha a cuore, tra l'altro, i diritti umani.

Dichiarazioni ufficiali dei diretti interessati? Non pervenute!

Giuseppe Ballerini
nella categoria Esteri
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