Di Vincenzo Petrosino - Oncologo Chirurgo - SALERNO -

Come ho ampiamente raccontato alcuni anni fa,  esattamente l'8 Aprile del 2020, il Covid non scomparirà all'ora X. Era ampiamente prevedibile per chi fa scienza una eventualità simile, oggi ampiamente sposata da molti.

Cosa penso da medico  e da uomo?

Innanzitutto il virus non morirà per causa divina, diventerà forse meno forte, troverà meno possibilità di infettare le persone a causa dei resistenti e degli immuni, ma sarà presente. Tanto per capirci, non ci troveremo nella condizione del vaiolo in breve tempo.Con lo sforzo che tutti nel mondo abbiamo fatto, abbiamo cercato di nasconderci dall'agguato del virus evitando di incontrarci, di avere le solite relazioni umane, affettive, sociali...Ovvio che dovevamo aspettarci un risultato positivo: guai se questo non ci fosse stato, guai se la curva non fosse diventata piatta e non avesse iniziato a scendere.Purtroppo, ora si parla di “ripresa”,  lenta, graduale soft… ma questa ripresa comunque sia non sarà al momento la ripresa che molti pensano o sperano. I rapporti sociali, le strette di mano e i baci tanto cari a noi Italiani, subiranno per molti mesi se non anni, cambiamenti evidenti, probabilmente per molto tempo non avremo autobus e treni pieni, anche se la gente dovrà comunque spostarsi.E' certamente una crisi  profonda mondiale  impensabile specie del  turismo  e trasporti in  genere.  Una profonda riduzione  e profondo rimodellamento.Con uno sguardo ottimistico al domani davvero non possiamo credere che all’ora X, e non esiste l'ora X,  si riempiranno le spiagge, le discoteche, i ristoranti i pub, gli aerei e gli aeroporti, i porti e le navi… o altro.Forse è solo una semplice e saggia immagine realistica e non “un catastrofico presagio”.Il virus ci ha forse inviato un segnale proprio per cambiare rotta, e con tanta tantissima prudenza questa rotta lo Stato, i cittadini e le imprese tutte devono seguirla.Prudenza prima di tutto e che la ripresa sia saggia, ponderata, sicura e... “diversa dal solito”!fai.informazione.it/64BC67F8-1CBB-460E-8715-5DD14689191D/Sara-difficile-e-complessa-la-ripresa-dell-Italia-dalla-pandemia-perche-nell-immediato-non-puo-esistere-un-ora-X


Non ci sarà un giorno in cui il Covid, da un momento all'altro, sparirà. Per questo pensare di smantellare tutto l'impianto di regole e restrizioni a partire da una data puntuale - magari il 31 marzo quando scadrà lo stato d'emergenza - non è la strategia migliore.

Anzi, "con 60 mila casi al giorno, è un errore" e quindi sì, ancora per un po', alle mascherine al chiuso, al Green pass e forse anche alla quarta dose in autunno.

Nel giorno in cui in Italia si celebra la Giornata nazionale del personale sanitario, il ministro della Salute Roberto Speranza, in una intervistacon Repubblica, invita tutti a "tenere i piedi per terra: il Covid non prende l'aereo e va via il 31 marzo", sottolineando che il Green pass "è stato ed è un pezzo fondamentale della nostra strategia" e "le mascherine al chiuso sono ancora importanti".

Non solo. Speranza apre la porta a un possibile, ulteriore, richiamo del vaccino: a marzo partirà la quarta dose per gli immunocompromessi (a 120 giorni dalla precedente), "ma dovremo valutare il richiamo per tutti dopo l'estate. È da considerare probabile, perché il virus - ribadisce ancora - non stringe la mano e se ne va per sempre".

Lo sanno bene soprattutto gli operatori in camice, che oggi - secondo anniversario della scoperta del paziente 1 di Codogno - hanno celebrato la loro Giornata, dedicata al fondatore di Emergency Gino Strada. A loro è arrivato un messaggio di omaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "E' grazie alla loro preparazione professionale e al loro spirito di sacrificio - afferma il Capo dello Stato - che è stato possibile arginare il rischio di perdite ancor più ingenti". Per il settore sono in programma investimenti e riforme, ma la loro efficacia "è legata alla qualità e all'impegno di chi concretamente la fa vivere con il proprio lavoro e con la propria passione". Anche Papa Francesco, all'Angelus, ha rivolto un pensiero di gratitudine all'"eroico personale sanitario".