Possibile Big One in California: scatta l'allerta. Perché in Italia non possiamo fare altrettanto?

Possibile Big One in California: scatta l'allerta. Perché in Italia non possiamo fare altrettanto?

Il lago Salton, conosciuto anche con il nome di Salton Sea, è un lago salato che si trova nel sud della California. Ad ovest, distante dal lago un centinaio di chilometri, sorge San Diego. A nord, tra i 150 ed i 200 km., vi è un'area più densamente abitata che include le città di San Bernardino e Los Angeles.

Negli ultimi giorni di settembre, nel lago Salton è stato registrato uno sciame sisismico insolito che ha portato gli scenziati ad affermare che vi era la possibilità che un terremoto di elevate proporzioni avrebbe potuto registrarsi lungo la faglia di Sant'Andrea, presente proprio in quella zona.

Quello che viene definito da anni come il Big One è un terremoto con un'intensità oltre il livello 7 della scala Richter. Nel tratto più a sud della faglia di Sant'Andrea non si registrano terremoti dal 1680, cioè da più di 330 anni. In passato, in quest'area sono stati registrati terremoti possibilmente devastanti ogni 150, 200 anni. Per tale motivo, i geologi non escludono che in futuro un terremoto di forte intensità possa verificarsi in quell'area.

Proprio per questo, l'Office of Emergency Service del Governatore della California aveva lanciato un'allerta che è scaduta, in base alle procedure, dopo 7 giorni dal momento della prima comunicazione. Come si sa, nessuno è in grado di prevedere i terremoti e, pertanto, il messaggio che è stato dato indicava l'eventualità di un terremoto importante in un arco di possibilità che oscillava in una scala da 1 a 100 (ipotesi peggiore) fino a 1 a 3000 (ipotesi migliore).

Nel sud della California, come è naturale, la notizia ha suscitato interesse e preoccupazione. L'allerta però è scaduta già da un paio di giorni. Perché dunque tale notizia può essere interessante? Per fare un raffronto con quanto avviene, anzi, non avviene in Italia.

Il nostro paese ha un paesaggio bello e vario con pianure, colline e montagne che sono vere e proprie attrazioni turistiche. Ma questo paesaggio è stato però creato da millenni di attività sismica a causa della faglia che lo attraversa da sud a nord e che lo vede, suo malgrado, fare da cuscinetto tra Europa, Asia e Africa.

L'attività sismica in Italia è costante e continua. Però, a differenza degli Stati Uniti e dello Stato della California in particolare, in Italia non si lanciano allerte per la popolazione che risiede in zone a più elevato rischio sismico in occasione di sciami sismici quando questi vengono registrati.

Gli sciami sismici in Italia possono durare molte settimane senza che nulla accada, però in Abruzzo non è stato così e neppure nel reatino con il sisma del 24 agosto. In entrambi i casi lo sciame sisimico ha anticipato dei terremoti che hanno avuto effetti devastanti.

Nel terremoto de L'Aquila addirittura ci furono dei presunti esperti che, nonostante lo sciame che ormai durava da settimane e nonostante che i terremoti non si possono prevedere, affermarono che non vi erano pericoli e la popolazione poteva stare tranquilla!

C'è da chiedersi invece se anche in Italia, con le ultime esperienze che purtroppo hanno devastato alcune aree del paese, non sia arrivato il momento di avviare delle procedure di allerta che, senza creare panico nella popolazione, possano però segnalare un rischio, dando o ricordando procedure cui la popolazione debba attenersi per non trovarsi completamente impreparata nel caso di evento catastrofico.

Naturalmente ciò non dovrebbe essere l'alternativa a Casa Italia. La ristrutturazione antisismica è imprescindibile. Però se le istituzioni rendessero attivo anche un sistema di allerta comprensivo di suggerimenti, procedure ed eventuali centri di accoglienza temporanei, probabilmente in futuro il numero di morti registrati in passato in Abruzzo ed oggi tra Lazio e Marche sarebbe ridotto, ed in maniera anche consistente.

Marzio Bimbi
nella categoria Cronaca
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