Politica

L'Italia affronta la quarta ondata con il super green pass e il richiamo a cinque mesi

Da una parte il ministro Speranza dopo aver ribadito che la dose di richiamo è cruciale per la protezione anti-Covid, ha poi aggiunto che dopo l’ultimo parere di AIFA sarà possibile farla a 5 mesi dal completamento del primo ciclo. 

Dall'altra, i presidente di regioni hanno "stretto d'assedio" il Governo affinché limiti ancor di più la circolazione nei locali pubblici delle persone non vaccinate.

Pertanto, nel prossimo CdM che dovrebbe svolgersi giovedì, il Governo dovrebbe varare nuove norme per limitare la circolazione a chi non si sia ancora vaccinato.

Secondo le anticipazioni a chi non è vaccinato non sarà vietato l'accesso a ristoranti, cinema, teatri, allo stadi, in discoteche, palestre e piscine... e non potrà neppure scendere su una pista da sci.

Così, come richiesto dai presidenti di regione, passerà la "linea dura": il green pass, la cui durata sarà ridotta a nove mesi, non sarà più possibile ottenerlo con il tampone (eccetto che per recarsi al di lavoro), inoltre verrà stabilito l’obbligo vaccinale per alcune categorie.

Adesso sarà interessante osservare le conseguenze politiche della nuova stretta all'interno del centrodestra, visto che mentre Lega e Forza Italia che fanno parte del governo non potranno non avallarne le decisioni (oltretutto gran parte dei presidenti di regioni sono di centrodestra), la presidente di Fratelli d'Itali, Giorgia Meloni, strizzando l'occhio a chi manifesta contro il green pass, continua a ripetere che la vera svolta nella diminuzione del contagio sarebbe data dal potenziamento del trasporto pubblico.

Autore Rino Mauri
Categoria Politica
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