Esteri

Ancora Draghi sul clima, l'intervento in occasione del Climate Moment

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, è intervenuto in videoconferenza alla tavola rotonda sul clima ("Climate Moment"), che si è svolta a New York questo lunedì, nell'ambito degli eventi della 76esima Assemblea generale Onu. 

Di seguito il testo dell'intervento di Mario Draghi.

Il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite ci ha detto tre cose: che la nostra azione dovrebbe essere immediata, rapida e su larga scala. Se non ridurremo le emissioni di gas serra, non saremo in grado di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi.D'altra parte, vediamo che questo è già in atto, perché assistiamo a eventi meteorologici estremi che negli ultimi mesi sono stati un doloroso promemoria degli impatti del cambiamento climatico. Quindi, questo richiede anche un'azione immediata a contrasto.È anche vero che stiamo ancora lottando con la pandemia, ma anche questa emergenza è analoga – e forse anche maggiore – e non dobbiamo assolutamente diminuire la nostra determinazione nell'affrontare il cambiamento climatico.Molti Paesi – come l'Italia – hanno deciso di mettere al centro dei piani di ripresa e resilienza un modello di crescita più "green" ed inclusivo. Tuttavia, sappiamo già adesso che occorre fare di più.Il nostro Paese è un convinto sostenitore del ruolo guida dell'Unione europea nella lotta ai cambiamenti climatici. Siamo determinati a mettere l'UE sulla buona strada per una riduzione del 55% delle emissioni di carbonio entro il 2030 e l'azzeramento totale delle emissioni entro il 2050.Ma l'Unione Europea rappresenta oggi solo l'8% delle emissioni globali. Recenti studi mostrano la profonda interconnessione tra produzione di energia, emissioni di gas serra e cambiamento climatico.Quindi, dovremmo convincere le persone e i paesi di tutto il mondo che accelerare la transizione energetica ha sì dei costi, ma produce anche grandi benefici. Soprattutto nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo, il ritmo dei flussi di investimento verso l'energia pulita è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.Le misure attuali sono insufficienti per impedire che le emissioni globali di energia tornino ai livelli del 2019 entro il 2022, per poi proseguire nel percorso di diminuzione l'anno successivo. Pertanto è evidente che siamo lontani dalla traiettoria necessaria per raggiungere zero emissioni entro il 2050.La sfida è chiara: il raggiungimento di una transizione verso l'energia pulita dipende dalla fornitura di un accesso pulito all'elettricità per circa 785 milioni di persone entro il 2030.Siamo tenuti a fissare non solo obiettivi coerenti a lungo termine, ma anche ad allineare azioni concrete a breve termine. Ad esempio, dovremo rafforzare i nostri sforzi comuni per accelerare l'eliminazione graduale e progressiva del carbone, sia a livello nazionale che internazionale. E su questo punto dobbiamo davvero prendere il destino nelle nostre mani.Inoltre, gli investimenti pubblici finalizzati a ricerca e sviluppo devono diventare prioritari per aree critiche come quelle rappresentate da elettrificazione, idrogeno, bioenergia e cattura, uso e stoccaggio del carbonio, che oggi ricevono solo circa un terzo dei finanziamenti pubblici. Allo stesso tempo, il "Carbon Pricing" potrebbe essere uno degli strumenti per accelerare la transizione verde. Il prossimo vertice del G20 a Roma e la COP26 a Glasgow sono un'occasione imperdibile per rispondere a queste sfide e dimostrare la nostra determinazione collettiva.In qualità di Presidenza del G20 e partner del Regno Unito nella COP26, l'Italia sta facendo del suo meglio per promuovere la necessaria fiducia a livello multilaterale su questi temi. Ci impegniamo a fissare obiettivi ambiziosi e lungimiranti attraverso i tre pilastri principali dell'Accordo di Parigi: mitigazione, adattamento e finanza.C'è una grande aspettativa da parte delle giovani generazioni sulla nostra leadership. Il nostro successo si misurerà sulla nostra capacità di rispondere alla chiamata da parte loro con azioni ambiziose.Tra pochi giorni diverse centinaia di giovani si riuniranno a Milano e contribuiranno alla discussione sulle priorità dell'azione per il clima. Questo evento (Youth4Climate) si terrà insieme al Pre-COP che aprirà la strada a Glasgow.Quindi, finanziare la transizione è fondamentale e dobbiamo rispettare l'impegno di 100 miliardi di dollari. Ma allo stesso tempo, dobbiamo essere consapevoli che le risorse pubbliche da sole non possono sostenere l'intero costo della transizione. Altrettanto fondamentale è la mobilitazione del settore privato. Le autorità pubbliche, attraverso investimenti mirati e politiche lungimiranti, possono creare le condizioni per sbloccare gli investimenti privati.Ora, il G20 ha istituito il Gruppo di lavoro sulla finanza sostenibile, con l'obiettivo di formare una visione comune di alto livello su come incrementare la finanza sostenibile a supporto degli obiettivi dell'Agenda 2030. Il G20 sta anche facendo importanti progressi nel coordinamento delle strategie di transizione verde, che dovrebbero includere l'aumento degli investimenti in infrastrutture sostenibili e tecnologie innovative per la decarbonizzazione.Quindi, l'Italia farà la sua parte. Siamo pronti ad annunciare un nuovo impegno finanziario sul clima nelle prossime settimane.

Autore Piero Rizzo
Categoria Esteri
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