È stato presentato presso l’Ambasciata della Repubblica Islamica di Afghanistan in Roma, il 2 febbraio 2022, il libro “Fuga da Kabul” scritto da Giorgio Battisti e Germana Zuffanti che fa il punto in maniera circostanziata sul “disastro” dell’Occidente in Asia Centrale.

La presentazione del volume è stata anche l’occasione di una tavola rotonda sugli “Sviluppi presenti e futuri dell’Afghanistan” alla quale hanno partecipato: Khaled Ahmad Zekriya attuale Ambasciatore riconosciuto dell’Afghanistan in Roma, Frozan Nawabi (ex direttrice per i Diritti umani del Ministero degli Esteri dell’Afghanistan), Giorgio Mulé (Sottosegretario alla Difesa), i giornalisti Alberto Negri e Lorenzo Cremonesi, inviati in Afghanistan e Giorgio Battisti, generale di Corpo d’Armata e coautore del libro).

L’Ambasciatore f.f. Khaled Ahmad Zekriya a Roma ha messo in evidenza le problematiche che stanno affrontando i talebani per rappresentare lo stato e sviluppare una politica estera indipendente. Negli ultimi sei mesi i talebani hanno mostrato alcune aperture di carattere retorico, ma la loro politica estera non è dotata di piena autonomia. Per le questioni politiche, finanziarie, logistiche, militari e di intelligence i nuovi padroni sono sotto l’influenza dei gruppi terroristici affiliati come Al Qaeda, TTP . Proprio la presenza ingombrante dell’ISIS e di Al-Qaeda nel paese rappresentano un nodo enorme per le relazioni internazionali dei talebani. Inoltre, i talebani starebbero utilizzando l’assistenza umanitaria che stanno ricevendo sia a proprio vantaggio che dei gruppi terroristici affiliati. Dal punto di vista dei rapporti con altri stati, il governo talebano  sta inviando alcuni dei loro nuovi diplomatici in Pakistan, Repubblica Popolare Cinese, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Russia e Uzbekistan, anche se non ancora riconosciuti dai paesi ospitanti.

La condotta dei talebani in materia di affari esteri rischia di non funzionare a causa dell’attuale crisi umanitaria, del degrado economico e della forte frammentazione tra i leader  e per la presenza di una sacca di resistenza all’interno del paese  che potrebbe portare ad una rivolta armata perché la popolazione è stremata dalla fame e dalle malattie.

Giorgio Mule sottosegretario alla difesa ha parlato dell’abisso nel quale l’Afghanistan è caduto. Sono 180 giorni da quando i talebani hanno conquistato il paese. Si tratta di uno stato fallito con emergenza umanitaria e crisi economica. 22,8 milioni di afghani soffrono insicurezza alimentare e 9 milioni non riescono a mangiare. In Afghanistan c’è stata la più grande siccità degli ultimi 27 anni. Ci sono stati circa cento collaboratori del governo che sono stati uccisi. 135 bambini sono morti lungo le strade nel tentativo di raggiungere luoghi di cura. Il compito della NATO è anche il compito dell’Italia e necessita di azioni coraggiose dal punto di vista militare. Questa NATO non si è dimostrata capace e ciò si è riverberato nell’agosto di quest’anno del 2021. Con “Aquila omnia bis” a San Remo, l’Italia ha esfiltrato dal paese i collaboratori locali.

I giornalisti Alberto Negri e Lorenzo Cremonesi, inviati ed esperti di Afghanistan, hanno posto l’accento sulle incapacità dimostrate dalla NATO nel comprendere il paese, le sue tradizioni più radicate e le sue necessità, cosa che ha portato in venti anni a enormi sprechi di danaro senza alcun apporto allo sviluppo.

Oggi in Afghanistan si muore di fame