Una bandiera che non esiste

Una bandiera che non esiste

 Elisa Di Francisca,  medaglia d'argento ottenuta per il fioretto individuale alle Olimpiadi di Rio, sventola, dopo il suo successo sportivo, la bandiera Unione europea al posto della usuale bandiera italiana, e così ha commentato:  "Non possono vincere loro, i terroristi. L’Europa esiste. È più unita di quel che pensiamo".

Non  amo in particolare le bandiere, più simbolo di morte che di pace (le guerre per una bandiera), anche se sono abbastanza agnostico su questo tema. La bandiera "dell'Europa" suscita in me una reazione di stizza, in quanto detesto l'ipocrisia. Perché? Perché  la bandiera "dell'Europa" non esiste, perché non esiste una nazione che si chiama "Europa", ma bensì un continente che si chiama Europa,  i cui abitanti si chiamano europei come esattamente gli abitanti dell'Africa sono africani, gli abitanti delle Americhe sono americani.  

Sventolando questa bandiera dalle dodici stelle,  forse  ci si può sentire o comparare ad un'atleta statunitense che sventola la propria a stelle e strisce?

L'Unione Europea  non esiste come nazione, perché non ha una propria costituzione (esiste solo un Testo unico), perché il controllo delle frontiere e dell'esercito  è di dominio di ogni stato membro, perché non esprime  un proprio presidente eletto democraticamente dai cittadini, insomma tutte quelle peculiarità di uno stato indipendente e sovrano.  

Le lingue ufficiali dell'Unione ammontano a ventiquattro  (si d'accordo, la Svizzera, un piccolo paese, ha quattro lingue ufficiali). ma alla fine la lingua utilizzata per la comunicazione è quella inglese, la lingua ufficiale dell'unico paese che non sarà, a breve, più membro dell'Unione: il Regno Unito.

La Ue, si sa,  è solo un trattato economico commerciale, non a caso l'emblema di questa Unione  è la moneta, l'Euro.

C'è da chiedersi, però, se questa moneta non sia un mezzo coercitivo utilizzato da parte dei paesi più forti economicamente per tenere al cappio quelli più deboli.

Non a caso stanno fiorendo in Italia delle leggi (volute dalla Troika), denominate quasi sempre in lingua inglese, che sono proprie delle disgrazie cadute su di noi: per esempio  quella denominata "Job Act" (i cui costi sono finiti sulle spalle dei contribuenti  per finanziare gli incentivi alle imprese), una legge che non ha prodotto nessun abbassamento dei tassi di disoccupazione e, con riferimento ai " contratti a tempo indeterminato" si è creato il modo per facilitare i licenziamenti.

 E cosa diciamo di quella legge denominata "Bail in", la più famigerata tra queste leggi, con la quale migliaia di risparmiatori sono stati truffati, i quali hanno perso tutto quello che, poco o tanto, avevano magari accantonato nelle banche per la vecchiaia? Per non parlare della legge "Fornero",  o quella cosa oscena che si chiama "riforma costituzionale" per la quale gli italiani dovrebbero sentirsi offesi  per essere trattati come degli idioti.

Queste sono solo alcune leggi per le quali, la Sig.ra Elisa Di Francisca  è felice di essere orgogliosamente europea, e lo dimostra  sventolando la bandiera UE.  

Mi piacerebbe sapere, se mai questo amore esistesse veramente da parte degli italiani nei confronti di questa Europa, se  questo amore sia ricambiato dai cittadini degli altri stati membri.

A parte le profonde identità culturali che ci dividono, in prospettiva,  quale interesse può avere un tedesco o un francese nel costituire, insieme a noi, un unica nazione,  chiamata Europa? Ricordo che siamo il terzo debito pubblico mondiale, con la mafia, la camorra ecc., con le coste che si trovano a poche miglia dall'Africa, con un alto livello di corruzione... e qui mi fermo per non tediare eccessivamente l'eventuale lettore di questo post.

"Non possono vincere loro, i terroristi. L’Europa esiste" afferma la Sig.ra Elisa Di Francisca.

Forse dovrebbe sventolare la bandiera del mondo, visto che di terrorismo ne è vittima il mondo intero.

Emilio Stagni
nella categoria Politica
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