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Flat tax da 30 miliardi: Salvini ha dato il via alla "commedia" per arrivare alla crisi di Governo

«Secondo voi è normale che, per regole del passato, in un momento storico in cui ci sono 5 milioni di italiani disoccupati l’Europa ci chieda 3 miliardi di euro di multa? Cambieremo queste regole».

Secondo voi è normale che Matteo Salvini, che ricopre pure l'incarico di ministro, possa fare affermazioni simili?

Al di là se il "momento storico" sia giusto o sbagliato, l'Europa di Salvini, che nella realtà è la Commissione europea, non fa niente di più di ciò che le regole volute dai Paesi membri, Italia compresa, gli impongono di fare. Regole che direttamente o indirettamente in passato ha contribuito ad approvare la stessa Lega guidata adesso da Salvini.

Ma l'anormalità adesso è normalità.

E pertanto il vicepremier leghista, sempre meno vice e sempre più premier, ha presentato la «proposta documentata centesimo per centesimo da portare in Consiglio dei ministri, studiata nel dettaglio dagli economisti della Lega» per attuare la flat tax: «Con 30 miliardi di euro si fa la riduzione fiscale, la tassa piatta sui redditi delle imprese e delle famiglie, almeno fino a 50mila euro».


Naturalmente, i mercati festeggiano, perché in questo modo hanno un'arma in più per la propria speculazione, tanto che lo spread oggi è arrivato a toccare quasi i 290 punti, per poi attestarsi poco sopra i 284 a fine giornata.

Inutile ricordare che tutto ciò a Salvini non interessa...

«Lo spread a 290? Adesso il Pd dice che gli italiani hanno sbagliato a votare, che siete diventato tutti fascisti, populisti, razzisti, sovranisti e fate aumentare lo spread. Ma lo spread aumenta se qualcuno ha convenienza che gli italiani restino vincolati a regole vecchie, sotto scacco della disoccupazione e della paura».

E lo stesso è inutile aggiungere che Salvini non ha spiegato come troverà i 30 miliardi da lui annuiciati per flat tax, dato che si è limitato a parlare della necessità di una «conferenza intergovernativa sul futuro dei nostri figli e la possibilità di spendere. L’Italia – ha poi aggiunto il (vice)premier – ha una economia sana. Gli imprenditori, gli ingegneri, i medici, gli insegnanti, gli operai italiani, a parità di condizioni sono fra i migliori al mondo. Ma dobbiamo essere messi in condizione di competere. Siamo tutti uguali? Siamo tutti figli della stessa mamma e dello stesso papà? Siamo in Europa? Non si capisce perché qualcuno debba speculare sull’Italia. Torniamo ai tempi di Soros? Della speculazione sulla pelle di un paese?»

I 30 miliardi di cui parla Salvini si vanno ad aggiungere agli oltre 20 della clausola di salvaguardia per il 2020. Già queste due voci impegnerebbero il Governo nella prossima legge di bilancio per oltre 50 miliardi di euro. Nonostante ciò, Salvini continua a non dire dove troverà le coperture per tali importi, ignorando che le coperture sono costituzionalmente indispensabili per ottenere il via libera dal capo dello Stato.

Inoltre, a non consentire una manovra in totale deficit non solo non lo rendono possibile le regole che Salvini dice di voler ignorare, ma pure i capi di Stato dell'estrema destra che Salvini indica come amici e che già adesso pretendono di multare l'Italia per la passata legge di bilancio... figuriamoci per una che ha un deficit di 50 miliardi!

Che Salvini non sia un genio è ormai assodato, in compenso è un furbo opportunista.

Per questo, la sua proposta non è da prendere sul serio nel merito, ma da considerare solo come la prima di una serie di dichiarazioni eclatanti studiate per minare la stabilità del Governo aumentando la contrapposizione tra Lega e 5 Stelle, per dargli modo di uscire dalla maggioranza, ufficializzare una crisi che è in atto da settimane e andare alle elezioni entro la fine di settembre.

Da ricordare anche, a chi può interessare, che questa "strategia" viene pagata da uno spread oltre 200 punti sopra quello che dovrebbe essere il suo valore reale (vedi la Spagna) e, pertanto, dagli stessi italiani - aziende e famiglie - che Salvini dice di voler aiutare e tutelare.

Autore Roberto Castrogiovanni
Categoria Politica
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