Perché Pizzarotti è stato sospeso ovvero la normalità del Movimento 5 Stelle

Perché Pizzarotti è stato sospeso ovvero la normalità del Movimento 5 Stelle

Come è ovvio che sia, continua la diatriba sul caso Pizzarotti. Da una parte ci sono iscritti e dirigenti del Movimento 5 Stelle che litigano tra loro sul fatto che il provvedimento di espulsione sia giusto o meno, dall'altra i partiti avversari che hanno colto la palla al balzo per dire che anche quelli dei 5 Stelle sono corrotti oppure non democratici.

È possibile avere un'idea chiara di quanto è accaduto? È possibile capire se Pizzarotti abbia agito correttamente o meno? È possibile capire se il Movimento 5 Stelle abbia fatto bene a sospendere il loro sindaco di Parma, dando il via ad una procedura che ha come conseguenza l'espulsione? Sì, è possibile! E di questo si può esserne certi analizzando semplicemente fatti e documenti.

Prima di tutto bisogna sottolineare che Pizzarotti è stato indagato come Presidente della Fondazione del Teatro Regio di Parma, incarico che il sindaco acquisisce automaticamente. Quindi, l'avviso di garanzia non riguarda l'attività di Pizzarotti relativamente al Comune, ma l'attività si Pizzarotti in relazione alla Fondazione che gestisce il Teatro.

Perché è stato indagato? Perché un senatore del Partito Democratico, Gianluca Pagliari, ha fatto un esposto alla magistratura affinché verificasse se la nomina del nuovo direttore del Teatro fosse avvenuta correttamente.

Adesso poniamoci una domanda. Le fondazioni dei teatri lirico-sinfonici sono enti pubblici o privati? Una legge del giugno 1996, per snellire l'attività di questi teatri e rendere più facile la possibilità di finanziarsi anche con l'acquisizione di risorse private, ha trasformato le fondazioni che li gestiscono in fondazioni di diritto privato.

Stabilito questo, passiamo ad esaminare nel particolare il caso Pizzarotti.

Il Regio cerca un nuovo Direttore Generale per sostituire Carlo Fontana. Nel settembre del 2014 pubblica un avviso di ricognizione esplorativa per affidare tale incarico. L'avviso, a firma del presidente della Fondazione, il sindaco di Parma Pizzarotti, nelle disposizioni finali indica che "la Fondazione si riserva a proprio insindacabile giudizio di prorogare, sospendere, revocare il presente avviso in ogni suo stato di avanzamento", aggiungendo anche che "la ricognizione esplorativa di cui al presente avviso non vincola in alcun modo la Fondazione a procedere o meno all'affidamento dell'incarico".

Nel gennaio del 2015, la  Fondazione  Teatro  Regio  di  Parma pubblica un comunicato stampa in cui dice che "in  applicazione  di  quanto  deliberato  dal  Consiglio  di Amministrazione,  ha  inviato  informativa  relativa  alla  chiusura  senza  esito  dell’Avviso  di ricognizione  esplorativa  per  l’incarico di Direttore  generale  della  Fondazione  Teatro  Regio  di Parma a tutti coloro che hanno validamente presentato domanda di partecipazione.
Ulteriori determinazioni relative alla nomina del Direttore generale sono all’ordine del giorno del Consiglio di Amministrazione convocato il 26 gennaio 2015".

Poco tempo dopo, la Fondazione sceglie Anna Maria Meo come nuovo Direttore Generale del Teatro Regio.

A questo punto abbiamo tutti gli elementi per riassumere la vicenda. Un istituto privato (il Teatro Regio) pubblica un documento per far sapere che sta cercando un nuovo direttore generale, specificando che l'invio delle candidature non vincola in alcun modo il teatro al conferimento dell'incarico. Dopo aver ricevuto e valutato i candidati che si erano proposti, la Fondazione ha fatto sapere pubblicamente che i loro curricula non avevano convinto ed, in seguito, ha proceduto ad affidare il posto vacante con una nomina diretta.

Non essendo nota la denuncia del senatore PD Giorgio Pagliari, non è possibile riportare di quale reato egli abbia ritenuto colpevole il sindaco Pizzarotti. In base alle sue dichiarazioni rilasciate ai giornali, Pagliari non ha saputo dire altro di diverso da questa frase che riassume la sua accusa e da lui pubblicata in un post sulla sua pagina facebook: "GIUSTIZIA FACCIA SUO CORSO MA VICENDA CERTIFICA OPACITA' AMMINISTRAZIONE 5STELLE".

In pratica, il senatore Pagliari parla di opacità, ma senza saper indicare quale tipo di reato possa esser stato commesso. Ed effettivamente è difficile  capirlo. Ma certo è che se la Fondazione del Regio avesse commesso un reato nel suo modo di procedere ad un'assunzione, allora gli amministratori di decine di migliaia di aziende private andrebbero anch'essi indagati!

Perché la magistratura ha avviato un'indagine? Perché ha ricevuto una denuncia da un senatore. Se la stessa identica denuncia fosse arrivata da un privato cittadino, probabilmente sarebbe stata archiviata. Avviando le indagini, la procura ha attivato quelle che sono le modalità di procedere del caso, con il conseguente invio di avvisi di garanzia ai diretti interessati per comunicare loro che ha aperto un'indagine nei loro confronti.

Pertanto, stando ai fatti, perché il sindaco Pizzarotti avrebbe dovuto dimettersi per una vicenda simile? E perché avrebbe dovuto ritenere tale vicenda, che ha solo l'evidenza dello scontro politico, tanto importante da essere comunicata al giudizio dei vertici del Movimento? Ed i vertici di un movimento che si dice pronto a governare un paese dovrebbero scomodarsi per giudicare la moralità di un proprio sindaco messa in  discussione da una denuncia basata sul nulla?

Parrebbe di sì. Infatti, sia Grillo che altri del cosiddetto direttorio, tra cui Di Battista e Di Maio, con la sicumera che contraddistingue i 5 Stelle, hanno confermato che la sospensione è dovuta al fatto che Pizzarotti non ha comunicato di essere indagato e che il Movimento ne è venuto a conoscenza solo dopo alcuni mesi tramite l'articolo di un giornale. Quindi, la forma prevale sulla sostanza.

E adesso come si comporteranno con il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, che in un video di alcuni minuti si autodenuncia dicendo di esser stato indagato per diversi mesi, di non averlo comunicato al Movimento 5 Stelle e, da poco, di esser stato prosciolto da qualsiasi accusa? Accusa che riguardava certe sue mancanze in tema di onoranze funebri e che era stata fatta da una ditta di pompe funebri.

C'è da chiedersi se ai vertici del Movimento 5 Stelle ci siano delle persone raziocinanti o dei soggetti con particolare labilità del sistema neurovegetativo il cui comportamento è disturbato dalle condizioni e dalle variazioni meteorologiche?

In fondo, la domanda non è da sottovalutare, considerando il giudizio da loro dato sul sindaco di Livorno,  anch'esso raggiunto da un avviso di garanzia. Infatti, Nogarin è stato indagato per aver commesso oggettivamente degli atti contrari alla buona amministrazione, approvando un bilancio di una società partecipata dal Comune di Livorno contro il parere dei revisori e assumendo 33 persone per la stessa società, in quasi fallimento, di cui lui aveva chiesto tramite il tribunale un concordato con i creditori. Non si tratta certo di ruberie, ma di cattiva amministrazione, sicuramente!

E allora perché secondo il Movimento 5 Stelle, Nogarin, nonostante l'avviso di garanzia, può continuare a fare il sindaco ed essere un degno rappresentante del movimento, mentre Pizzarotti, che non ha fatto nulla di sbagliato, dovrebbe essere espulso dal movimento?

L'unica risposta logica può esser data dal fatto che Pizzarotti paghi la sua indipendenza di opinione che, in passato, lo ha messo in aperto contrasto con le scelte dei vertici dei 5 Stelle, Grillo e Casaleggio, che alla prima occasione gli hanno presentato il conto... proprio come accade nei partiti "normali", quelli vecchio stile.

Quindi, la domanda che ne consegue non può essere che la seguente: dove sta la novità politica rappresentata dal Movimento 5 Stelle?

Marzio Bimbi
nella categoria Politica
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