Le reazioni degli azionisti del Governo all'annuncio della procedura d'infrazione contro l'Italia

Le reazioni degli azionisti del Governo all'annuncio della procedura d'infrazione contro l'Italia

"Prima di tutto" il vicepremier a 5 Stelle del Governo del cambiamento si è acconciato per l'occasione stracciandosi le vesti e cingendosi con il cilicio, mentre accompagnava il tutto con pianti ed alti lai, poi ha esternato sui social tutta la propria indignazione, insieme al socio leghista, per l'annuncio della Commissione Ue di una possibile procedura d'infrazione contro l'Italia a causa dell'alto debito.


Questo è quello che ha scritto al riguardo Luigi Di Maio:

Noi siamo persone serie, l'Italia è un paese serio, che rispetta la parola data. Quindi andremo in Europa e ci metteremo seduti al tavolo con responsabilità, non per distruggere, ma per costruire.Però è molto seccante che ogni giorno si trovi un motivo diverso per parlare male dell'Italia e di questo governo!Sono anni che diamo senza ricevere, o che riceviamo meno di quanto ci spetterebbe, anni che siamo totalmente ignorati sulla questione migranti, ad esempio. Ci lasciano tutto il peso e, come se non bastasse, poi ci fanno pure la morale. Così non va bene, così è troppo facile.Ora si parla tanto di questa possibile procedura di infrazione e sapete cosa riguarda? Riguarda il debito prodotto dal Partito Democratico nel 2017 e 2018. Noi la prendiamo seriamente, ma non possiamo fare finta di non sapere che ci sono Paesi europei che in questi anni, per risollevare la loro economia, hanno fatto molto più deficit di quanto consentito dai Trattati. E non sono andati incontro a nessuna sanzione!Non è concepibile che un Paese con 6 milioni di disoccupati reali e migliaia di aziende che producono sotto il loro potenziale venga messo in croce perché vuole investire sulla crescita, il lavoro e la riduzione delle tasse.Lasciatemi dire che come sento parlare di doveri, mi piacerebbe sentir parlare anche di diritti. Diritti degli italiani e delle loro famiglie!Non chiedo tanto: diritti! Che tradotto significa la possibilità di aiutare le famiglie, le imprese, le scuole, la nostra sanità. Quindi rimbocchiamoci le maniche tutti.E con "tutti", intendo anche Bruxelles!Per ultimo due cose: Quota 100 non si tocca e, sia chiaro, le pensioni degli italiani non si toccano!


Questo è quello che ha scritto Matteo Salvini:

L'unico modo per ridurre il debito creato in passato è tagliare le tasse, con la Flat Tax, e permettere agli Italiani di lavorare di più e meglio. Con i tagli, le sanzioni e l'austerità sono cresciuti debito, povertà, precarietà e disoccupazione, dobbiamo fare il contrario. Non chiediamo i soldi degli altri, vogliamo solo investire in lavoro, crescita, ricerca e infrastrutture. Sono sicuro che a Bruxelles rispetteranno questa volontà.


I due propagandisti del cambiamento hanno motivo di lamentarsi? No. E questo è il perché.

Innanzitutto, Bruxelles non ha fatto nulla di diverso da quello che avrebbe dovuto fare con altri Stati. Ha agito semplicemente da arbitro, applicando le regole che l'Italia ha accettato in passato, decidendo di partecipare all'Ue.

Per Di Maio, poi, la procedura riguarderebbe il debito prodotto dal Partito Democratico nel 2017 e 2018. Evidentemente, il capo politico, nonché vicepremier e pluriministro è stato travolto dagli impegni dei suoi numerosi incarichi, tanto da non saper più dove si trovi l'uscio di casa. Per cercare di farlo riconcentrare, è intervenuto il senatore Pd Antonio Misiani con l'aiuto di qualche grafico...


Per Di Maio, altri Paesi hanno fatto in passato più deficit dell'Italia per risollevare la loro economia e non sono andati incontro a nessuna sanzione! Il problema, però, che Di Maio non sembra aver capito è che la procedura a cui andrebbe incontro l'Italia riguarda il debito e quello dell'Italia è secondo solo a quello della Grecia... per ora!

Poi, Di Maio si mette a parlare dei diritti delle imprese, degli italiani e delle loro famiglie e della necessità che questi vengano tutelati. E come vorrebbe farlo? Con la ricetta del socio leghista, tagliando le tasse e diminuendo i controlli sugli appalti pubblici, con il risultato certo di far aumentare il debito del Paese, mentre non è affatto detto che ciò avverrà anche per la crescita.


Che cosa ha detto Bruxelles? Che l'Italia può spendere i propri soldi come meglio crede e con i provvedimenti che desidera fare... teoricamente anche con la flat tax. Il problema, però, è che se questi provvedimenti fanno aumentare il debito, la Commissione Ue non può non farlo presente e, nel caso, sanzionarlo.


Ci sarebbe anche la questione migranti su cui Di Maio ha posto l'accento. Il vicepremier grillino, però, si è dimenticato di dire che il Governo di cui lui fa parte, dopo aver iniziato a ricordare all'Europa le sue responsabilità, si è dimenticato della questione, limitandosi "solo" a far aumentare il numero di morti tra coloro che tentino di attraversare il Mediterraneo. C'è di più. A non rispettare i patti sull'accoglienza dei migranti, i primi sono stati quei Paesi che il suo "socio" Salvini porta come esempio di buon Governo.


Conclusione? Prima di imprecare e stracciarsi le vesti, i due "saltafossi" che si sono intestati la guida dell'Italia farebbero meglio a farsi un piccolo esame di coscienza... piccolo, naturalmente, non in relazione alle loro colpe, ma alla dimensione della loro coscienza.

Categoria Politica
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