Cara/o amica/o
Per i prossimi quaranta giorni ti costringeranno ad ascoltare politici che chiedono voti. Gli stessi di sempre. Con un’incredibile faccia tosta ripeteranno le loro eterne promesse e ti racconteranno la favola del “cambiamento”, del milione di posti sicuri, di nuovi ospedali, di una scuola efficiente e di una università gratuita.

Per quaranta giorni ti parleranno del paradiso terrestre poi, finite le elezioni, tutto sarà com’è e quelli che oggi litigano e se ne dicono di tutti i colori torneranno amici.
Probabilmente ti sto raccontando cose che conosci meglio di me. Tu sai bene che per la politica noi ormai non esistiamo, siamo tutt’al più dei numeri, delle percentuali. Tu sai, come me, che noi facciamo parte del “bestiame votante”. Quelli che si tengono buoni solo per portarli più facilmente al macello.

Non ci conosciamo, dicevo, e sembra vero: non ci siamo mai stretti la mano e non abbiamo mai parlato anche se viviamo nella stessa città, nello stesso quartiere, nella stessa strada. Eppure, credimi, chiunque tu sia, molto probabilmente noi viviamo gli stessi problemi. Ogni giorno più seri e più assillanti. E se per caso e per fortuna non dobbiamo fare i conti con la fame, la disoccupazione e la precarietà, se abbiamo una famiglia e possiamo mantenerla, ci tormenta la preoccupazione per il futuro dei figli e dei nipoti.

Che tu sia un’operaia appena licenziata, un infermiere precario che lavora giorno e notte, una ex-insegnante che sopravvive con la pensione minima, un disoccupato che ha smesso di cercare lavoro per disperazione, una laureata che il lavoro non l’ha mai cercato perché sa che non ce n’è, un barbiere che ha appena dovuto licenziare l’apprendista per non chiudere bottega, chiunque tu sia, io e te ci conosciamo. Noi condividiamo difficoltà, paura e frustrazione e sappiamo cos’è l’ansia per un futuro sempre più incerto.

Mentre tutto questo ci accade ogni giorno, in televisione i soliti volti, gli uomini dei partiti che ci hanno trascinato in questa situazione disperata, ci dicono che sanno come risolvere i nostri problemi. La verità è che i veri responsabili di questo sfascio sono proprio loro e perciò se ne devono andare. Assieme, io e te, dobbiamo mandarli via.

In una lettera necessariamente breve, io e i miei compagni non possiamo spiegarti perché abbiamo deciso di affrontare questa battaglia, ma non lo farà per noi il circo mediatico, che purtroppo è in mano a chi comanda.

Se vuoi affidare il tuo futuro al “meno peggio” o addirittura pensi di non votare, perché non ti senti rappresentato, prova a capire chi sono e cosa ho da proporti. Io sono certo di potere portare in Parlamento la tua voce, di poterti rappresentare e di poter finalmente restituire alla politica dopo decenni quella dignità che ormai non ha più.

Luigi Falché
Segretario Provinciale Caserta
Movimento Idea Sociale