The Post, il nuovo film di Spielberg nelle sale italiane dal 1 febbraio 2018

The Post, il nuovo film di Spielberg nelle sale italiane dal 1 febbraio 2018

Uscirà il prossimo 1 febbraio il film THE POST per la regia di Steven Spielberg con Meryl Streep e Tom Hanks come interpreti principali, affiancati da Alison Brie, Carrie Coon, David Cross, Bruce Greenwood, Tracy Letts, Bob Odenkirk, Sarah Paulson, Jesse Plemons, Matthew Rhys, Michael Stuhlbarg, Bradley Whitford e Zach Woods.

Il film è ambientato nel 1971. Katharine Graham, interpretata da Meryl Streep, è la prima donna alla guida del The Washington Post, Ben Bradlee (Tom Hanks), invece, ne è il direttore, scostante e testardo come il ruolo prevede.

Nonostante i due siano tra loro caratterialmente molto diversi, insieme daranno vita ad un'indagine che costituirà la prima grande scossa nella storia dell’informazione con una fuga di notizie senza precedenti, che svelerà al mondo la massiccia copertura di segreti governativi riguardanti la Guerra in Vietnam.

Il film narra La lotta contro le istituzioni per garantire la libertà di informazione e di stampa, dove la scelta morale, l’etica professionale e il rischio di perdere tutto, non solo la carriera ma anche la stessa libertà, pur di portare alla luce ciò che quattro Presidenti hanno nascosto e insabbiato per anni.



Il primo emendamento alla costituzione degli Stati Uniti.
Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.

Estratto dalla sentenza del giudice Hugo Black: New York Times contro Stati Uniti, 403 U.S. 713. 
"Nel primo emendamento i Padri Fondatori hanno garantito alla libertà di stampa la protezione che deve avere per svolgere il suo ruolo essenziale nella nostra democrazia. La stampa doveva essere al servizio dei governati, non dei governatori. Il potere del Governo di censurare la stampa venne abolito affinché la stampa potesse essere sempre libera di censurare il Governo. La stampa era protetta in modo che potesse scoprire i segreti del Governo e informare la gente. Solo una stampa libera e senza costrizioni può effettivamente rivelare gli inganni del Governo.
E fondamentale tra le responsabilità di una stampa libera è il dovere di impedire a qualsiasi parte del Governo di ingannare il popolo e mandarlo in terre lontane a morire di febbri straniere e di proiettili stranieri.
Dal mio punto di vista, lungi dal meritare la condanna per la loro coraggiosa inchiesta, il New York Times, il Washington Post e gli altri giornali dovrebbero essere lodati per aver servito lo scopo che i Padri Fondatori indicarono così chiaramente.
Nel rivelare le manovre del Governo che hanno portato alla guerra in Vietnam, i giornali nobilmente hanno fatto esattamente quello che i Fondatori speravano e confidavano facessero".

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