Columbus - Sliding Doors

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Marylin

La notte tra il quattro e il cinque agosto 1962 Marylin fu salvata dall’ennesima overdose. La governante Eunice Murray si accorse di qualcosa, chiamò i vicini e fece sfondare la porta. Un barelliere dichiarò che l’avevano già soccorsa in passato e che era una vergogna che una donna con tanti amici importanti si riducesse a vivere così. Il signore vendette un' esclusiva alla stampa, dichiarando tra l’altro che la ragazza non era nemmeno una persona molto pulita.

Una volta ristabilitasi, l’attrice, infuriata per il trattamento che le riservava la stampa del suo paese, decise di  stabilirsi a Londra. Girò  un memorabile film  con Jeanne Moreau, dal titolo "America, Europa". Fece televisione per la BBC. Investì in proprietà in Kenya, insieme all’amico attore  William Holden.

Riceveva spesso la visita dell’ex marito Joe di Maggio, ma mise in chiaro che un matrimonio bis era escluso. Si disintossicò in una clinica londinese e prese qualche chilo. Si scurì leggermente i capelli, per modificare l’immagine di bionda platino ormai fuori luogo.

In un intervista al giornalista italiano Gianni Bisiach  si sfogò contro le abitudini dello star system americano; tuttavia accettò di tornare a Los Angeles, per girare la breve parte di una ricca vedova che diventa cliente di Richard Gere in “American Gigolò”. Le furono attribuite storie con alcuni noti playboy, ma non volle legare il suo nome a nessuno, né risposarsi. Adottò due bambini africani.

Mentre si trovava in Kenya si spense per un attacco cardiaco, il primo dicembre 1993. Diane Keaton  e Susan Sarandon ne fecero l'elogio funebre.

 

James Dean

Decise di mettere su una propria casa di produzione insieme all’amico Martin Landau, per sfuggire allo strapotere delle major. Sfuggì miracolosamente alla morte in un paio di incidenti stradali. Presto smise di fare l’attore per scoprire nuovi talenti: lanciò, tra gli altri, Mel Gibson. Si dedicò alle corse su pista, come Indianapolis e la 24 ore di Le Mans e gareggiò con Paul Newman e Steve McQueen.

Rifiutò sempre di sposarsi, sostenendo di non essere adatto al matrimonio, ma si è accompagnato a lungo con Madonna. Accettò di tornare a recitare su invito di Pedro Almodòvar, negli anni '80 e acquistò una casa in Spagna.

Sempre in prima linea per la difesa dei diritti delle minoranze e, in particolare, dei gay, nel 2000 ammise di aver avuto storie omosessuali, senza tuttavia fare nomi: circolavano insistentemente quelli di Montgomery Clift e di Marlon Brando.  Dean morì poco dopo lo stesso  Brando, nel 2004.

 

Rodolfo Valentino

Tornato in Italia per una breve vacanza e  per curarsi i postumi dell’appendicite, si accasò con una nobildonna romana, da cui ebbe tre figli. Dopo qualche anno desiderò divorziare, ma in Italia non era possibile. Su consiglio di Claretta Petacci, che l’aveva preso in simpatia senza curarsi delle chiacchiere e dell’ostilità del duce, ottenne l’annullamento in Ungheria. Ci fu un quarto matrimonio con la sorella di Claretta, attrice con il nome di Myriam di San Servolo. Donna Laura, sua ex moglie, lo denunciò per bigamia, reato che l’aveva già perseguitato negli USA.

Tornò nuovamente in America con la quarta moglie, che sperava di sfondare a Hollywood e girò qualche insignificante filmetto. Indispettita, incolpando il marito di non averla sostenuta abbastanza, Myriam tornò in Italia e fece sciogliere anche quel matrimonio.

Amareggiato, oberato dalle richieste di alimenti coniugali, Rudy, che per un dispetto di donna Laura non riuscì mai più a vedere i figli, partì per un safari in  Africa, a guerra già iniziata. Se ne persero le tracce.

 

John Belushi

Dopo "Blues Brothers" fu chiaro che John non reggeva quei ritmi infernali. Dan Aykroyd lo convinse a smettere di recitare. Le famiglie si opposero, perché in quel modo sarebbe finita la pacchia per tutti. Ci vollero anni, ma infine John la spuntò e fondò una comunità di recupero. Ogni tanto fa qualche apparizione come "guest star" nei film degli amici, tra cui Woody Allen. Ha aiutato la carriera del fratello. Accettò  un incarico governativo in Albania, su proposta della presidente Agnés Bohiaxu.

 

Totò

"Uccellacci, Uccellini" vinse l'oscar come miglior film straniero. Totò ricevette vari altri premi, che divise con il regista Pasolini, e la cinematografia italiana ebbe un nuovo impulso. Poco prima di morire, nel 1980, si risposò, cosa che non aveva mai voluto fare dopo essere rimasto vedovo di Liliana Castagnola.

 

Frank Sinatra

Nel 1968 fu nominato governatore della California, dopo aspre polemiche per la sua amicizia con i boss della mafia. Fece una guerra senza quartiere ai democratici e riuscì ad essere eletto come vice di Nixon nel 1972, ma fu travolto insieme a lui dallo scandalo Watergate. Finì i suoi giorni nella sua villa di Palm Springs, pochi anni dopo, ucciso durante un tentativo di rapina. Si disse però che si trattava di una vendetta mafiosa, poiché Frank aveva da tempo rinnegato i vecchi legami e minacciava di scrivere un libro di rivelazioni.

 

Jim Morrison

Fu convinto dal fratello a fare una visita al padre in fin di vita. Era presente al momento della morte del genitore e ne rimase molto scosso. Si fece  buddista e, da allora, vive in Tibet e collabora con il Dalai Lama. Ha scritto libri molto venduti, sulla propria esperienza nel mondo rock business, interrottasi nel 1969. Negli anni '90 accettò di interpretare se stesso in un film italiano diretto da Carlo Verdone, colonna sonora di Fabrizio De André.

 

John Lennon

 Ha rifondato i Beatles. Questo ha consentito ai ragazzi di fare nuovamente un bel po' di quattrini con le cover e le apparizioni televisive, senza però sfornare altri successi, se non qualche ripescaggio di brani inediti.

L'11 settembre 2001 si trovava con Yoko su uno degli aerei maledetti. Aveva parlato a lungo con uno dei terroristi, e questo permise ad alcuni passeggeri di distrarre il commando e di riuscire ad atterrare fortunosamente in un altro aeroporto. Per il disorientamento, anche l'altro aereo deviò la rotta e l'attacco fu sventato. Il gesto gli è valso finalmente la cittadinanza americana.

 

Elvis Presely

Durante una lite ferì gravemente il suo impresario, il colonnello Parker. Sostenne che si era trattato di un incidente e che il manager era caduto in seguito a uno spintone. Parker sopravvisse, ma rimase paralizzato. Elvis scontò un anno di prigione, più due di affidamento ai servizi sociali e smise di cantare per molti anni. Ebbe a dichiarare che la lite era scaturita dalla sua insofferenza alle pressioni di Parker e di averlo minacciato di rivelare i suoi precedenti penali e farlo rimandare in Olanda.

Gli amici lo abbandonarono e solo la figlia gli rimase vicino. Anni dopo la convinse a non sposare Michael Jackson, o l’avrebbe diseredata. La sua carriera  riprese trionfalmente negli anni '80, grazie alle esibizioni a  Las Vegas  e alle apparizioni in alcuni film di successo. Risposò Priscilla. Si è ritirato dall'attività nel 2005, al settantesimo compleanno.

 

JFK

Quando il padre Joe morì, negli anni '50, decise di lasciar perdere la carriera politica, ritenendo di non poter concorrere seriamente senza l'appoggio paterno. Peraltro il partito lo convinse a tentare dopo la caduta di Nixon, ma JFK rifiutò, lasciando il posto al fratello, che venne eletto nel 1980. Riuscì ad appoggiare la candidatura di Martin Luther King a senatore e ministro. Morì nel 1992. Al funerale intervenne Marylin Monroe.

 

Martin Luther King e Malcom X

Dopo estenuanti trattative si decise di unificare i movimenti per i diritti degli afroamericani in una federazione, con ampia libertà di iniziativa, purché fossero esclusi atti violenti. Malcom X, dopo alcuni anni, lasciò gli USA insieme alla moglie e agli otto figli e si trasferì in Giamaica. Lì ebbe contatti con il movimento Rastafari e intrecciò una buona amicizia con Bob Marley e la sua famiglia. Fece curare l'amico negli States, sconfiggendo la malattia da cui era affetto al primo stadio. In seguito ebbero dissapori sul concetto di ideali pubblici e vita privata e sull'essenza del credo religioso, ma trovarono un accordo. Fondarono un movimento che aveva alla base le teorie di Marcus Garvey, propugnate dal padre di Malcom. Si trasferirono in Ghana. Marley vi rimase per poco, preferendo l'Etiopia, anche per approfondire le teorie rasta, di cui è considerato il massimo studioso. Qualcuno lo vorrebbe a capo di una vera e propria "chiesa" del genere.

Malcom X continuò nell'esposizione dei suoi progetti che però, fino al momento della morte, nel 1997, non avevano ancora trovato una concreta realizzazione. La situazione africana lo angustiava.

MLK, ministro per l'integrazione razziale, sfuggì per caso ad un attentato e lasciò il posto al reverendo Jackson. Anch'egli è riparato in Africa: insegna storia del cristianesimo come professore emerito all'Università di Dakar, proposto a suo tempo dal presidente del Sénegal, il poeta Léopold  Sédar Sénghor. 

 

Thomas Sankara

Nel 1983 divenne vice presidente del Burkina Faso, nominato dal presidente  Blaise Compaoré. Fu delegato all'ONU. Nel 2001 ne divenne segretario. Oggi il Burkina è a capo della lega africana ed è il primo paese del continente ad avere emanato severissime leggi contro l'infibulazione femminile.

 

Mahatma Gandhi

Il 30 gennaio 1948 gli si avvicinò un fanatico indù. Riuscì a parlargli. Gli sussurrò all'orecchio "Hai tradito i tuoi stessi precetti. Ti comporti in modo strano". Gandhi replicò "Può sembrare. Per questo mi odi?". L'altro replicò "Non mi lasci alternative. Devo eliminarti". "Così sia" furono le ultime parole del Mahatma.

 

Albert Einstein

Gli fu intentata una causa per aver sottratto studi scientifici altrui e per aver attribuito a se stesso le scoperte in essi contenuti. Il contenzioso durò anni e gli impedì di andare negli Stati Uniti. Visse il resto dei suoi anni in Svizzera. La sentenza fu emessa in Italia e lo scienziato fu costretto a rifondere i danni. Anche per questo non fu possibile utilizzare la bomba atomica e il secondo conflitto mondiale durò due anni in più. Esso si concluse con una pace laboriosa e l'istituzione di alcuni nuovi stati, tra cui Israele e la Palestina, progetto cui Einstein collaborò.


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