Cronaca

La Sea-Watch 3 in acque italiane ad un miglio da Lampedusa

A bordo della Sea-Watch 3 si sono detti molto preoccupati perché alcune delle persone ancora presenti sulla nave parlano di suicidio.

Per tale motivo il capitano  [in questo caso un capitano vero] ha annunciato l'intenzione di entrare nelle acque territoriali italiane dirigendosi verso il porto di Lampedusa, chiedendo la revoca del diniego di ingresso per ragioni umanitarie: ragioni che supererebbero le motivazioni addotte dal divieto contenuto nella direttiva del Viminale.


Intorno alle 19 di sabato, la Sea-Watch era ad 1 miglio nautico dal porto di Lampedusa. Nel pomeriggio, nel comizio a Milano, Salvini ha dichiarato che finché lui sarà ministro dell'Interno "la Sea-Watch 3 in un porto italiano non entra".

I migranti in questo momento a bordo della nave della Ong tedesca sono 47.

Nel frattempo l'Onu ha messo sotto accusa il decreto sicurezza bis, condannando le direttive date alle forze di polizia e della Difesa dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, invitando l'Italia a revocare tali direttive e a non approvare il decreto sicurezza bis. Questo il contenuto della lettera di richiamo recapitata al ministro degli Esteri Moavero.

Intanto, la Mare Jonio ha lasciato il porto di Lampedusa per dirigersi al Porto di Licata per poter effettuare cambio equipaggio e rifornimento. Lo spostamento è stato autorizzato dalla procura di Agrigento. Fuori dal porto è avvenuto l'incrocio con la Sea-Watch 3 e lo scambio di saluti tra gli equipaggi delle due navi.

Autore Roberto Castrogiovanni
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