Conferenza stampa del procuratore Molins sulla strage di Nizza

Conferenza stampa del procuratore Molins sulla strage di Nizza

Il procuratore François Molins (nella foto), nel corso di una conferenza per illustrare l'andamento delle indagini relative alla strage compiuta a Nizza nella tarda serata di ieri, ha parlato di "barbarie terroristica" e ha stilato un bilancio di 84 morti e di 52 feriti in prognosi riservata, di cui 25 ancora in rianimazione.

Fra le persone decedute, si contano dieci fra bambini e adolescenti. In totale i feriti sono 202. Si tratta di un bilancio del tutto provvisorio e, purtroppo, destinato a salire.

E' stata aperta un'inchiesta per omicidio e tentato omicidio nel contesto di un atto terroristico, con l'aggravante dell'associazione a delinquere, secondo quanto ha riferito il procuratore.

Non c'è stata fino ad ora nessuna rivendicazione, ma le modalità con cui si sono svolti i fatti rimandano ad appelli fatti in passato da organizzazioni terroristiche.

La procura è intervenuta già all'una del mattino. Quattro i magistrati responsabili dell'inchiesta a condurre le indagini.

François Molins ha avuto parole di elogio per quanti, fra poliziotti e pompieri, sono intervenuti a prestare i primi soccorsi sul luogo della strage e ha voluto sottolineare l'esemplare senso del dovere e la solidarietà di cui hanno dato prova i nizzardi.

Il procuratore ha fornito anche alcune precisazioni sull'attacco compiuto da Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il trentunenne residente a Nizza, ma di origini tunisine.

Il camion guidato da Bouhlel ha percorso una distanza di circa due chilometri, compresa fra il numero 11 ed il numero 147 della Promenade des Anglais. Il terrorista, così l'ha definito, ha sparato a più riprese contro tre poliziotti all'altezza dell'hotel Negresco.

Bouhlel è stato inseguito dai poliziotti, che hanno sparato uccidendolo 300 metri più avanti, in corrispondenza del Palais de la Méditerranée.

François Molins ha anche precisato che il responsabile della strage non aveva mai mostrato simpatie per il radicalismo islamico ed era "totalmente sconosciuto" ai servizi di informazione locali e nazionali. Durante la perquisizione nel suo appartamento , sono stati sequestrati materiali informatici.

Bouhlel aveva precedenti per minacce e violenze e il 24 marzo 2016 era stato condannato a sei mesi di carcere con la condizionale.

Il rimorchio del camion conteneva una bicicletta e otto pallet vuoti, mentre all'interno della cabina sono state trovati una pistola calibro 7,65 mm, delle cartucce e dei bossoli e una pistola giocattolo.

E' stato recuperato anche un cellulare, che viene esaminato in queste ore e che potrebbe consentire agli investigatori di individuare eventuali complici.

Il procuratore Molins ha usato termini che lasciano intendere possa essersi trattato di un atto terroristico, ma in realtà nulla giustifica questo tipo di interpretazione.

La mancanza di una rivendicazione e la figura di Bouhlel, che non era religioso e non aveva rispettato nemmeno il Ramadan e tanto meno, quindi, poteva essere un jihadista, lasciano pensare all'atto sconsiderato di un folle, considerando anche che alcuni conoscenti lo hanno descritto recentemente molto depresso a causa del divorzio dalla moglie.

Antonio Gui
nella categoria Esteri
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