Politica

Riflessioni sul Referendum. (di M. Settineri)

Certo la delusione è tanta. La delusione scaturisce dalla speranza, fino all’ultimo avuta, che gli italiani riuscissero, per una volta, a scuotersi dal torpore, dall’ignavia in cui settanta e più anni di democrazia li hanno relegati. C’eravamo illusi che un popolo sempre più preso dalla smania buonista che lo fa salvatore del mondo, pronto ad accogliere finti profughi, a far adottare bambini a coppie di scellerati, a permettere che Case famiglia, nelle quali si perpetrano le violenze più inaudite, continuino a essere foraggiate con i soldi dello Stato, avesse a cuore la sopravvivenza del proprio mare, delle proprie coste, del proprio ambiente naturale.

Abbiamo creduto che il miracolo fosse possibile. Lo abbiamo sperato fino a che le notizie provenienti dalle prefetture, che segnavano in modo implacabile la scarsa affluenza non ci ha costretti, nostro malgrado, a renderci conto che anche questa battaglia, che era anche, e forse soprattutto, una battaglia per la dignità non fosse irrimediabilmente persa. Oggi gioiscono i Petrolieri, gioisce qualche Ministro e il suo fidanzato, gioisce Renzi. Peccato che a questa gioia fa da contraltare la costernazione di quella parte sana e pulita della popolazione che, comunque, si è espressa mostrando coscienza civica e amore per l’ambiente. 

Chiuso questo Referendum un altro ci aspetta; Quello della Riforma costituzionale. Dovrebbe tenersi in autunno. Saremo chiamati a confermare o no la cervellotica, inutile, dannosa Riforma voluta dal non eletto Renzi. Questo nuovo Referendum, essendo confermativo non avrà bisogno del quorum. Non potranno fregarci invitandoci all’astensione, non potranno imbavagliarci.

La questione è troppo importante per non farne una delle battaglie principali del nostro Movimento politico. Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo non esserci. ________________

Mario Settineri

Segreteria Nazionale MSFT

Autore federale
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