L'Italia continua a finanziare la Guardia costiera libica che promuove e supporta il traffico di esseri umani

L'Italia continua a finanziare la Guardia costiera libica che promuove e supporta il traffico di esseri umani

Il nostro Governo esulta e lo riporta come un successo il fatto che motovedette della Guardia costiera libica riportino nei pressi di Tripoli migranti che su imbarcazioni di fortuna cerchino di arrivare in Europa.

È la stessa Guardia costiera che agisce direttamente o indirettamente con i trafficanti di essere umani e che utilizza i migranti come merce da sfruttare, anche per ricattare l'Europa e in particolar modo l'Italia.

Lo scrive il quotidiano della Cei, Avvenire, in un articolo di sabato in cui fa sapere che la Guardia costiera di Tripoli aveva minacciato, come già in passato, lo stop alle sue missioni in mare se non fossero arrivati nuovi fondi ed equipaggiamento. E così l'Italia, lo scorso venerdì, ha dichiarato che 10 motovedette sarebbero state consegnate ai libici già entro agosto.

Motovedette che saranno utilizzate per continuare ad alimentare il "commercio" di essere umani che, come ha ricordato Carlotta Sami, portavove dell'UNHCR, vengono ricondotti nei centri di detenzione dove saranno di nuovo torturati, sfruttati, schiavizzati finché non saranno in grado di pagarsi un nuovo passaggio verso l'Europa... a meno che non muoiano per qualche malattia o non vengano uccisi.

Una follia a cui le Nazioni Unite tenteranno di porre un freno.

Nei prossimi giorni, infatti, la procuratrice della Corte penale internazionale dell'Aia depositerà un nuovo aggiornamento sulla situazione in Libia, non certo esaltante per quel Paese: «La frequenza dei casi di stupro ai danni delle donne che sono transitate in Libia è corroborata da una pletora di fonti.

Gran parte delle donne e adolescenti intervistate nel 2017 e nel 2018 ha riferito di essere stata violentata da trafficanti in Libia o di aver visto donne portate via e tornare sconvolte, ferite e con i vestiti strappati.

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Le autorità pubbliche, inclusa la Direzione per la lotta alla migrazione illegale e la Guardia costiera libica, sono accusate di essere coinvolte in gravi atti di violenza e che tali crimini sono spesso associati a un’impunità diffusa».

Se quanto sopra riportato - da considerare solo una delle tanti atrocità che si registrano nei centri di detenzione libici - non dovesse essere sufficiente per far capire che la Libia è un inferno, è da aggiungere il non del tutto trascurabile particolare che nell'area di Tripoli è in corso una guerra civile che sta causando morti, feriti e distruzione, con la popolazione che fugge dalle proprie case per cercare rifugio lontano dagli scontri.

 

Nonostante ciò ecco che cosa pubblica il ministro dell'Interno italiano sulla propria pagina Facebook:


In realtà, mentre il ministro del MinCulPop (quello è il suo vero incarico) diffondeva la sua falsa e feroce propaganda, un barchino con 7 migranti veniva intercettato dalla Guardia di Finanza a 2,5 miglia da Capo Ponente nell'isola di Lampedusa. Nelle ore successive, un'altra imbarcazione con circa 14 migranti a bordo veniva soccorsa e le persone fatte sbarcare a Lampedusa.

Categoria Politica
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