Attacco alla Siria, lettera al Presidente Musumeci

Attacco alla Siria, lettera al Presidente Musumeci

Mario Settineri, Coordinatore siciliano del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, scrive al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, sull’aggressione alla Siria.


Dott. Nello Musumeci
Presidente regione Sicilia


Presidente Musumeci,

Le vicende belliche che stanno interessando la comunità internazionale e quella italiana in particolare le sono certamente note. Così come note le sono le sue vere motivazioni.

Motivazioni da ricercare, non certamente, come vorrebbero farci credere, nella necessità di esportare anche in Siria, come già avvenuto in Iugoslavia, in Iraq, in Libia e come si stava cercando di fare in Corea del Nord, la democrazia interna e la stabilità internazionale.

Sono, questi, palesemente dei pretesti dietro i quali, nascondere volgari motivazioni finanziarie e di geopolitica.

La strada per l’affermazione del Nuovo Ordine Mondiale passa, infatti, per l’annientamento di quei popoli i cui Governi osano opporvisi.

Le motivazioni addotte sono sempre le stesse: La supposta pericolosità internazionale delle Nazioni oggetto degli attacchi e la loro propensione alla dittatura interna, concretizzata con la riduzione in schiavitù delle popolazioni e soppressione, con i più atroci sistemi, l’uso di gas per esempio, degli oppositori interni.

Come avrà avuto modo di vedere nemmeno cambiano le motivazioni, fanno, per dirla con il linguaggio in uso, copia e incolla.

E stamattina ci siamo svegliati con la notizia, che tra l’altro era nell’aria, dell’avvenuto attacco alla Siria da parte della coalizione franco-inglese-americana.

La sensibilità democratica che le appartiene l’avrà fatta sussultare e, sicuramente, indignare.

Il fatto in se è particolarmente grave, anche perché le motivazioni, come dicevamo prima, sono palesemente pretestuose.

Nel caso in oggetto i veri motivi vanno ricercati nell’opposizione della Siria a far transitare sul suo territorio il gasdotto che il Qatar voleva costruire per portare il gas in Turchia e venderlo quindi in Europa, ledendo gli interessi economici della Russia.  

Tutto ciò è grave.

Ancora più grave, ed è per questo che le scrivo, signor Presidente, è che aerei utilizzati in questo conflitto siano partiti dalle basi Nato in Sicilia.

L’uso del nostro territorio per gli interessi transnazionali è un obbrobrio cui bisogna porre fine.

E’ il momento che l’Italia decida di riappropriarsi della sovranità nazionale, ridiscutendo la propria appartenenza a quell’organismo non corrispondente a nessuna nostra esigenza che è la NATO.

Credo di poter dire che, dopo quanto avvenuto in questi giorni e l’uso che delle basi militari si è fatto, le strade tra l’Italia e la Nato si sono irreversibilmente separate.  

Alla nostra sicurezza non seve l’appartenenza a quest’organismo internazionale, che tra l’altro è solo lo strumento con cui gli Usa esercitano la loro politica imperialista nel mondo.

Mi permetto di ricordarle che c’è un’altra questione aperta e riguarda il MUOS di Niscemi, che aspetta un’azione decisa del Governo siciliano.

Le scrivo di queste cose, signor Presidente, per invitarla, con l’autorevolezza del ruolo che ricopre, ad intervenire presso il Governo nazionale, affinché quanto sopra detto, che sono aspettative della stragrande maggioranza degli italiani, trovi accoglimento.

Non è possibile procrastinare oltre l’uscita dell’Italia dalla Nato, non è tollerabile l’utilizzo per fini, spesso in contrasto con i nostri interessi, del nostro territorio nazionale da parte di potenze straniere.

Noi vogliamo riporre in lei, che riconosciamo persona capace di nobili sentimenti nazionali, la giusta fiducia, certi che saprà leggere nel giusto modo quanto le scrivo e saprà produrre le dovute conseguenti azioni in difesa della nostra amata Patria.

Con la stima di sempre.

Piedimonte Etneo, 14 aprile 2018

Mario Settineri
Coordinatore regionale  MSFT

Categoria Politica
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