Ministero del Lavoro: diminuiscono del 30% i contratti a tempo indeterminato, aumentano i licenziamenti

Ministero del Lavoro: diminuiscono del 30% i contratti a tempo indeterminato, aumentano i licenziamenti

Il ministero del Lavoro ha pubblicato l'andamento dei rapporti di lavoro relativi al secondo trimestre del 2016.

Rispetto al secondo trimestre del 2015, i contratti a tempo indeterminato calano di 163 mila unità, pari al -29,4%. Anche i licenziamenti sono in aumento con il +7,4% rispetto al 2015.

Di seguito un riassunto dei Rapporti di lavoro così come pubblicato nel rapporto del ministero.

I dati indicati, si ricorda, sono relativi solo al 2° trimestre del 2016.
Le comparazioni sotto indicate per il 2015 sono ovviamente relative allo stesso periodo.

ATTIVAZIONI
Nel secondo trimestre del 2016 sono stati attivati 2.454.757 contratti di lavoro dipendente e parasubordinato. Rispetto allo stesso trimestre del 2015 il volume di avviamenti registra una riduzione del -12,1% ovvero 337.464 unità in meno.
Nelle Regioni del Nord e del Mezzogiorno si conta il maggior volume di assunzioni del periodo, rispettivamente 952.661 e 921.498 unità a fronte delle 579.458 censite nel Centro Italia.

2.454.757 sono le attivazioni registrate nel periodo, pari ad un -12,1% rispetto al 2015.
1.848.138 sono le nuove assunzioni, - 8,9% rispetto al 2015.
I contratti avviati a Tempo Indeterminato si riducono di circa 163 mila unità, -29,4% rispetto al 2015.
I contratti a Tempo Determinato si riducono anch'essi al -25,4%.
Gli avviamenti in Apprendistato sono in aumentano con un +26,2%.  
I contratti trasformati a Tempo Indeterminato sono 84.334. Tra questi 62.705 da Tempo Determinato e 21.629 da Apprendistato.

CESSAZIONI
Nel secondo trimestre 2016 sono state registrate 2.197.862 cessazioni di rapporti di lavoro, di cui 1.103.074 hanno riguardato donne e 1.094.788 uomini. Rispetto allo stesso periodo 2015, il numero delle cessazioni risulta in diminuzione del - 12,4%, pari a -312.171 unità, da attribuirsi prevalentemente alla componente femminile con un decremento pari a -15,2%, mentre il decremento che ha interessato la componente  maschile è pari a -9,5%.

2.197.862 sono le cessazioni registrate nel periodo, in riduzione del -12,4%.
1.573.743 i lavoratori coinvolti, pari al -8,7%.
I lavoratori che rassegnano le Dimissioni diminuiscono del -23,9%.
I lavoratori che subiscono Licenziamenti sono in aumento del +7,4%.
Le scadenze contrattuali a termine calano del - 13,1%.
Le conclusioni contrattuali per cessata attività scendono del -10,3%.


Per quanto riguarda i dati sulla dinamica dei lavoratori interessati da rapporti di lavoro avviati nel secondo trimestre 2016, il segno è quasi ovunque negativo, eccetto che in Sicilia, ove a fronte di un decremento dei rapporti di lavoro attivati pari a -4,1% si registra un aumento dei lavoratori coinvolti pari a +1,6%.
L’intensità dei decrementi è per lo più inferiore a quanto registrato per gli avviamenti. I cali più sostenuti si segnalano nel Lazio (-15%), Molise (-14,3%) e Piemonte (-14,1%).

Le Regioni che hanno fatto registrare il volume maggiore sono, nell’ordine: Lazio (347.386 unità), Lombardia (333.612
unità) e Puglia (243.130 unità). Quanto al numero medio di cessazioni per lavoratore, i dati più significativi si rilevano per Lazio (1,96), Puglia (1,49) e Campania (1,37). Il rapporto lavoratori/cessazioni più contenuto è ravvisabile nella Provincia Autonoma di Bolzano (1,10 rapporti di lavoro cessati pro-capite), nella Provincia Autonoma di Trento (1,16) e in Friuli Venezia Giulia (1,17).

Con riferimento alla variazione tendenziale dei rapporti di lavoro cessati, Abruzzo (-20,1%), Lazio (-17,7%), Toscana (-16,7%) e Piemonte (16,6%) sono le realtà territoriali nelle quali i decrementi sono stati più consistenti. Le cessazioni, infine, crescono solo nella Regione Basilicata (+1,2% rispetto al secondo trimestre 2015).

Marzio Bimbi
nella categoria Economia
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