Due libri rock, 'Gun n' Roses. Gli ultimi giganti del rock' e 'In nome del rock italiano'

Due libri rock, 'Gun n' Roses. Gli ultimi giganti del rock' e 'In nome del rock italiano'

Tutti ricordano la band di Axl, e tutti ricordano i watt che invadevano le orecchie dei loro fan. Normale amministrazione, penserà qualcuno: il rock o si fa in quel modo o è altro. Ovviamente, oltre ai watt mandava fuori quello che girava intorno. In fondo, le rock band non sono altro che enti musicali che raccolgono quello che passa il vento. E il vento che tirava negli anni ottanta – a dispetto di alcuni giudizi affrettati – non era molto rilassato. Non avrebbe potuto: c’era il muro di Berlino da abbattere. E lo ha abbattuto! Altro che chiacchiere.

Nemmeno il cantautore bolognese Mimmo Parisi, in quanto a volume e Marshall, è stato molto calmo, Fender e parole giuste sono le sue armi. Comunque, qui si parla di libri e superate le minimaliste presentazioni, ecco qualche accenno a queste pubblicazioni.

“Gun s’ Roses. Gli ultimi giganti del rock”. I Guns N' Roses sono sempre stati una band al di fuori del proprio tempo, gli ultimi veri giganti del rock. La compagine di teppisti capitanata da Axl Rose sembrava uscita di prepotenza dalla scena rock delle origini, quella dei tardi anni Sessanta, annaffiata da fiumi di alcol e circondata da ogni tipo di droga. Gente pericolosa, ciò che ogni gruppo dopo i Rolling Stones ha provato a essere senza riuscirci.

"Vita come suicidio", era questo il motto della band ai tempi in cui vivevano tutti insieme a Los Angeles. Ed è proprio lì che Mick Wall li ha frequentati ed è diventato parte della loro ristrettissima cerchia, prima che uno screzio lo portasse a essere insultato da Axl nel celebre brano "Get In The Ring". Ma con questo libro Mick Wall vuole celebrare l'epopea dei Guns N' Roses come band e di Axl come frontman, raccontandone le vicende e dando loro il posto che meritano nella storia della musica: ovvero quello di una band straordinaria, senza rimorsi, che non guardava in faccia a nessuno e a cui non importava davvero niente di ciò che pensavano gli altri.

“In nome del rock italiano”. Mimmo Parisi ha ambientato questo libro tra le quinte del concerto Modena Park di Vasco Rossi. Il testo, con un format minimalista e sbarazzino, è costituito da una prima parte narrativa, e una seconda sezione di tipo antologico. Dentro le pagine di 'In nome del rock italiano', ci sono gli artisti che entusiasmano migliaia di appassionati e di semplici ascoltatori: da Alessandra Amoroso a Elisa, dai Pooh alla Premiata Forneria Marconi, ai The Kolors, Edoardo Bennato o Luciano Ligabue, Mengoni, Ferro, Noemi, etc. Insomma, sono quelle voci che attraverso la radio sembrano dirci "Forza, ce la possiamo fare". 

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