Nel deserto della Leopolda a Renzi sono rimaste solo le fake news... che il Pd continua a diffondere!

Nel deserto della Leopolda a Renzi sono rimaste solo le fake news... che il Pd continua a diffondere!

Che cosa è rimasto delle Leopolda numero 8? Il fatto che si è svolta, anche se questo è avvenuto nel quasi più totale disinteresse dei politici di area... e soprattutto dei personaggi che negli anni scorsi si sono adoperati per creare il "renzismo" e celebrarne le lodi. Aspetto non poco allarmante per chi, ancora, va dicendo che alle prossime elezioni politiche prenderà il 40% dei voti!

Matteo Renzi si è arroccato nella sua personale Fortezza Bastiani, in un mondo tutto suo, in attesa delle truppe nemiche riunite sotto la bandiera del populismo, in difesa di quella che, il ministro Delrio, ha definito la "gente perbene, quella che lavora e non protesta"! Un buon modo per aumentare il consenso elettorale del Pd, non c'è che dire.

Le armi con cui Renzi protegge la sua fortezza sono i media, le munizioni sono i contenuti con cui i media cercano di convincere gli italiani che la realtà che stanno vivendo è diversa da quella che racconta il loro portafoglio che, nonostante le meraviglie continuamente annunciate, continua a rimanere miseramente vuoto.

Nella "guerra" elettorale che si sta preparando per i prossimi mesi sono state arruolate persino truppe dall'estero. Inutile dire che tra qualche settimana qualcuno inizierà a dimostrarci che anche la Russia di Putin si interessa alle politiche italiane e che ne influenzerà il voto, ovviamente a sfavore del Pd! Nel frattempo, però, possiamo registrare che un quotidiano Usa considerato prestigioso, come il New York Times, è diventato negli ultimi giorni l'inserto di Democratica, l'organo ufficiale del partito di Renzi!

Dopo esser stato coinvolto nella propaganda anti Di Maio promossa da Beppe Severgnini, argomento per cui lo stesso Crozza ha dovuto scusarsi, il NYT pubblica un articolo sulle fake news in cui "cita anche un rapporto italiano in cui si indagano i legami tra pagine che diffondo bufale e che orbitano intorno alla Lega Nord e ai Cinquestelle", come ci informa Democratica che riporta la notizia.

Così, la tre giorni renziana ha trovato l'argomento con cui i media italiani dovranno alimentarsi e che, una volta digerito, dovranno "evacuare" come informazione sul popolo italico, considerato - evidentemente - alla stregua di un beota.

Naturalmente, Renzi e il Pd per dimostrare che la realtà vissuta dagli italiani è nei fatti una scenografia allestita da Lega e 5 Stelle - di cui ovviamente hanno già denunciato accordi elettorali sottobanco - tramite bufale e calunnie, usano gli stessi mezzi di cui accusano i loro avversari: notizie false e verità artefatte.

Così, ad esempio, De Vincenti, Bonafé e Gozzi - solo per fare alcuni nomi - vanno in giro dicendo che la BCE ha affermato che il bonus degli 80 euro ha rilanciato l'economia italiana. Niente di più falso, visto che la BCE ha pubblicato una ricerca in tal senso fatta da tre dipendenti di Banca d'Italia assicurandosi che in copertina fosse ben visibile che tale ricerca non esprimeva in alcun modo il pensiero della BCE!

Un altro esempio di notizia artefatta? Il numero di posti di lavoro creati dal Jobs Act. Adesso siamo tornati agli stessi livelli di occupazione del 2008. Vero. Ma quello che il Pd non ci dice è che le ore lavorate, rispetto al 2008, sono "drammaticamente" crollate. In pratica, questi occupati, si occupano di lavoretti che, ovviamnete, sono a tempo determinato, saltuari e pagati poco. Un particolare di poco conto? Al contrario! Eppure il partito della verità di Renzi evita di dirlo.

Anche in questo caso è colpa dei 5 Stelle?

Categoria Politica
Attendere...