SALVINI E LO SHOW DI FERRAGOSTO: avevamo tutti bisogno del colpo di scena?

SALVINI E LO SHOW DI FERRAGOSTO: avevamo tutti bisogno del colpo di scena?

Non si placano le polemiche suscitate dell'intervento di Salvini al raduno di Ponte di Legno, la storica "convention" leghista che accomuna da sempre i "puri e duri" militanti del partito.

Già Bossi nella sua epoca d'oro, ci aveva abituato alle "uscite performanti": slogan che - nell'intento di chi li aveva coniati - dovevano essere il pugno nello stomaco e la chiave di volta per un cambiamento politico. E, ovviamente, agli slogan seguiva il Bossi pensiero, che ne esplicitava i contenuti.

Salvini non è da meno, ma oggi si sta al passo con le mutate chiavi di lettura della comunicazione: quindi, stupire e colpire, con scelte "visive" prima ancora che verbali.

CON LA DIVISA DELLA POLIZIA, SALVINI ANNUNCIA LA PULIZIA ETNICA

Il bisogno di suffragare i temi principi della politica che si intende perseguire con una associazione visiva che rimanga impressa: Salvini non si sottrae a questa equazione e senza turbamento alcuno annuncia che - quando la Lega sarà al governo - darà alle forze dell'Ordine tutta l'autonomia necessaria, affinchè possano "ripulire" l'Italia, liberandola per sempre dal flagello dell'immigrazione clandestina.

Fin qui niente di nuovo, sono temi che la Lega ripropone da sempre; il problema - e conseguentemente la polemica - nasce dal fatto che il buon Matteo enuncia i suoi proclami con indosso la divisa estiva della Polizia di Stato.

Come se, il solo fatto di averla indosso, in un certo qual senso legittimasse le sue affermazioni, dando la sensazione - anzi trasmettendo la certezza - che le forze dell'ordine non stiano aspettando altro se non il suo "via libera".

FORSE CHE SI, FORSE CHE NO....

Immediate le repliche dei sindacati, con chi si sdegna e chi invece plaude.

"Un atto gravissimo, giù le mani dalle forze dell'ordine. Ogni poliziotto o carabiniere in cabina elettorale si esprime liberamente premiando o meno la politica a cui ritiene di dare fiducia. Per questo non è accettabile che un politico come Salvini possa continuare a permettersi d'indossare spocchiosamente la divisa della Polizia di Stato promettendo che una volta al potere utilizzerà poliziotti o carabinieri per una sorta di delirante demagogica e pericolosa 'pulizia etnica'": così replica Roberto Traverso, segretario del Sindacato di polizia Siap di Genova, che non ha ancora digerito la performance - per altro bissata quest'anno - del politico leghista.

E, non contento, rincara la dose: "Vuole davvero aiutarci come dice? Lasci perdere una volta per tuttte la nostra uniforme e ci dia una mano in Parlamento, da un lato aiutandoci a scongiurare la ventilata chiusura di centinaia di presidi sul territorio, dall'altro chiedendo le risorse che mancano per garantire personale e mezzi". 

Funge da contro altare Gianni Tonelli, segretario del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), che si è detto invece "orgoglioso che un esponente del mondo politico abbia indossato una maglietta con i colori della polizia di stato. Mi piacerebbe - continua Tonelli - che anche altri esponenti della politica italiana potessero indossare una maglia con i colori della polizia e salire su un palco".

"In futuro indosserò anche altre divise - replica Salvini - tutte regalatemi da esponenti delle forze dell'ordine." E si domanda, con una ingenuità disarmante, se sia "delirante" chiedere ordine.

E se, casomai, il Salvini pensiero non fosse stato esplicitato in maniera chiara e comprensibile, il leader leghista non esita a dire pane al pane e vino al vino: replicando a Tonelli, tuona su Facebook:  "Un ex dirigente della CGIL di Genova, tal Roberto Traverso, parlando a nome dei 'poliziotti democratici' (???) mi ha attaccato perché secondo lui vorrei usare Polizia e Carabinieri per effettuare una 'delirante, demagogica e pericolosa pulizia etnica' in Italia. Fatemi capire, chiedere regole, ordine e rispetto sarebbe delirante? Chiedere che clandestini e centri a-sociali non sfascino tutto è delirante? Questione di scelte: lui sta con Renzi e Alfano, io sto con chi ci difende!".

Ora, dobbiamo essere sinceri: ci mancava, davvero, il colpo di scena estivo per ravvivare l'attenzione sui temi politici? Sennò, che ferragosto sarebbe stato?

 

catiadag
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