Giorgio Napolitano ha rovinato l'agenda della propaganda di Giorgia Meloni. La morte dell'ex presidente e i funerali di Stato, con tutto il protocollo richiesto che ne fa da corollario, hanno costretto i leader di partito a rimandare o annullare tutto quello che avevano preparato per il fine settimana.

In crisi di risultati, la piccola, addirittura microscopica, statista Meloni, per cercare di rabberciare il consenso degli inconsapevoli che pendono dalle sue labbra, ha così deciso di "ordinare" un'intervista al Tg1... cioè una serie di domande concordate a cui la premier ha risposto dicendo quel che voleva.

Ecco che cosa ha detto o meglio... ha avuto il coraggio di dire:

Superbonus: "Parlano i numeri, 140 miliardi di euro di buco tolti alla sanità, all’istruzione, alle pensioni, per ristrutturare le seconde case e anche i castelli".

Reddito di cittadinanza: "Abbiamo fatto la cosa giusta e quello che avevamo promesso".

Riforme: "Vedo l’orizzonte dei 5 anni di governo e quell’orizzonte mi serve anche per realizzare le grandi riforme di cui questa Nazione ha bisogno. Vorrei che questo fosse l’anno delle riforme: vedere i primi mattoni della riforma fiscale, avviare la riforma costituzionale, fare la parte più consistente della riforma sulla giustizia. E poi la grande riforma del merito, particolarmente nella scuola e intervenire sull’emergenza abitativa. C’è un grande lavoro da fare ma rispetteremo gli impegni presi".

Salario minimo:
"Sul tema del salario minimo, mi stupisce che l’opposizione scopra oggi la sua utilità, perché in dieci anni al governo non lo hanno realizzato. Io temo possa peggiorare la condizione di più lavoratori di quelli ai quali la migliora, ma aspettiamo la proposta del Cnel".

Immigrazione:
"Speravo meglio sull’immigrazione dove abbiamo lavorato tantissimo. I risultati non sono quelli che speravamo di vedere. È sicuramente molto complessa, sono certa che ne verremo a capo ma questo tema merita una seconda fase di impegno".

La mini-premier, evidentemente, rimodula ciò che dice in base al momento. Così, più è in difficoltà più ingigantisce le presunte colpe di coloro su cui ha scelto di scaricare le sue innumerevoli incapacità.

Ecco, pertanto, che gli 80 miliardi di buco del Superbonus di cui aveva parlato fino a pochissimo tempo fa, magicamente sono adesso  diventati quasi il doppio, senza neppure spiegarcene il motivo. Non solo, pochi giorni fa, l'Istat ha rivisto il Pil dell'Italia in rialzo nel 2021, con una crescita del +8,3%, anziché del +7% accreditato in precedenza. Un "aggiornamento" che in un biennio ha portato il Pil dell'Italia a crescere del +12%, con una riduzione del rapporto debito/Pil di 14 punti dal 2020 al 2022. E questo, sicuramente, soprattutto a causa del Superbonus, che ha creato posti di lavoro e investimenti.

Chi lo dice alla mini-premier che in un bilancio, anche in quello di uno Stato, esiste il dare e l'avere? Oltre alle spese, deve tener conto delle entrate. Ma non c'è da stupirsene, visti i risultati, assenti, da lei ottenuti dopo 12 mesi a Palazzo Chigi. L'unica cosa di cui finora la piccola premier è stata capace è stata quella di inventarsi sempre nuovi responsabili a cui attribuire i suoi fallimenti. 

Per quanto tempo ancora dovremo sopportare le sue assurdità?