Scienza e Tecnologia

Esistono le scie chimiche? La risposta in una ricerca dell'Università della California

Teorie complottiste, che di un fatto rifiutano la spiegazione più semplice e preferiscono interpretarlo come l'operato di poteri più o meno occulti che agiscono per scopi spesso imprecisati, sono sempre esistite e con Internet e i social network si sono moltiplicate.

Una delle più radicate è quella delle scie chimiche. Sono in molti a credere che quelli che rilasciano gli aerei in volo non siano gas di scarico ma sostanze chimiche dannose per l'uomo e per l'ambiente, liberate nell'atmosfera allo scopo di modificare le condizioni metereologiche, controllare la produzione alimentare e la popolazione.

Esistono siti web interamente dedicati all'argomento, come Sciechimiche.org, Geoengineering Watch e Global Sky Watch.

Un sondaggio internazionale condotto nel 2011 su un campione di 3015 persone ha rilevato che il 2,6% ne è assolutamente certo, mentre il 14% ritiene che qualcosa di vero debba esserci. Interessante è stato notare come il numero dei complottisti cresca parallelamente alla sfiducia nella classe politica e nelle istituzioni.

A rafforzare la teoria del complotto, sono state anche alcune ricerche volte a favorire la formazione di nubi, proprio attraverso la dispersione nell'aria di particelle di sostanze come ghiaccio secco e ioduro d'argento.

Nessuno fino ad oggi aveva sottoposto la teoria delle scie chimiche ad una seria analisi scientifica che ne confermasse o ne refutasse l'attendibilità. Ci hanno pensato l'Università della California di Irvine e l'organizzazione no-profit Near Zero.

Sono stati sottoposti alla valutazione di 77 esperti di ricerche sull'atmosfera e sul terreno i dati (foto e analisi chimiche) utilizzati dai sostenitori del complotto a sostegno della loro tesi.

49 chimici dell'atmosfera si sono espressi sulle immagini delle supposte scie chimiche, mentre 28 geochimici si sono occupati dei risultati delle analisi effettuate su alcuni campioni di aria, di acqua e di neve.

Uno degli elementi che lascerebbero pensare a scie chimiche è il fatto che le strisce di condensa restino visibili nei cieli per lungo tempo. Si trattasse di semplici gas di scarico, secondo alcuni dovrebbero scomparire prima.

41 dei 49 chimici dell'atmosfera hanno confermato la perdurante visibilità, senz'altro maggiore rispetto al passato. Per 18 di loro, però, il motivo è da ricercarsi nel fatto che gli aerei volano a quote più elevate di un tempo e hanno motori più grossi e potenti, che rilasciano una maggiore quantità di vapore acqueo. Gli altri non hanno fornito nessuna spiegazione.

Le immagini, secondo gli esperti, non costituirebbero un valido elemento di prova a sostegno delle scie chimiche.

C'è una foto (sopra) che mostra tre strisce di condensa, una più spessa e lunga e due più sottili e corte. Secondo i sostenitori del complotto, questo sarebbe dovuto alle diverse modalità con cui le sostanze sono state spruzzate nell'aria, ma gli scienziati spiegano diversamente il fenomeno. Alcuni lo attribuiscono ad un differente grado di umidità, altri al fatto che l'aereo avrebbe volato ad altezze diverse ed altri ancora alla presenza di più aerei con un diverso tipo di motore.

Secondo i fautori della teoria chimica, in campioni di neve e acqua sarebbero state registrate quantità elevate di stronzio, bario e alluminio, tali da creare pericoli per la salute.

Alla valutazione degli esperti geochimici sono stati sottoposti i risultati delle analisi condotte in tre zone diverse. La concentrazione dei metalli riscontrata è stata considerata sostanzialmente entro la norma. Valori superiori possono essere di origine naturale o dovuti all'inquinamento industriale, oppure alle modalità con cui sono stati raccolti i campioni.

Solo in un caso, uno scienziato ha confermato di aver rilevato in una zona un livello di bario nell'aria molto superiore a quello riscontrabile nel terreno, un fatto che potrebbe essere in teoria attribuibile a scie chimiche.


I ricercatori hanno richiesto anche una valutazione dei risultati di un'analisi condotta su un campione d'aria preso a Phoenix, in Arizona, nel maggio 2008. Secondo i sostenitori dell'ipotesi scie chimiche le concentrazioni di bario, rame e manganese sono superiori ai valori normali.

Questa volta la risposta è stata molto decisa. I valori sono quelli normalmente riscontrabili nel terreno o nella polvere del deserto e quelli presentati come "normali" e utilizzati come riferimento sarebbero in realtà i valori limite previsti per l'acqua potabile, i più restrittivi in assoluto.

Le conclusioni della ricerca attribuiscono all'evoluzione registrata nella tecnica aeronautica la più lunga permanenza nei cieli delle scie di condensa, mentre imputano all'inquinamento industriale una più alta concentrazione di metalli in alcune zone. Negano ogni attendibilità alla teoria delle scie chimiche e sostengono che non valga la pena dedicare ulteriori sforzi ad approfondire l'argomento.

Uno dei ricercatori ha ammesso, molto realisticamente, di non illudersi di poter convincere i sostenitori del complotto, ma di sperare di esserci riuscito almeno con i loro amici.

Autore Antonio Gui
Categoria Scienza e Tecnologia
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