Mattarella va da Macron mentre Salvini va da Orbán

Mattarella va da Macron mentre Salvini va da Orbán

Mentre giovedì il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato in Francia per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, dove ad Amboise ha incontrato il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, il ministro dell'Interno Matteo Salvini è volato in Ungheria per incontrare il premier Viktor Orbán.

Due eventi che servono a descrivere l'attuale situazioni politica in Italia e non solo.

In Francia, alle parole di stima e amicizia con cui Mattarella ha descritto il rapporto tra le due nazioni, ha risposto Macron che ha definito indistruttibile "il legame tra i nostri due Paesi e i nostri cittadini". Macron si è però ben guardato dal citare i rapporti tra i rispettivi governi, dato che in quel caso sono ai minimi storici, in conseguenza del cosiddetto "cambiamento".

Infatti, il cambiamento prospettato dall'Italia con muri, sovranismo, nazionalismo e odio razziale, è l'esatto contrario dell'europeismo vagheggiato da Macron, anche se alla prova dei fatti il presidente francese si è finora sempre ben guardato dal dar seguito in concreto a quanto idealizzato.

A confermare la distanza tra le due visioni di Europa, anche se non ce n'era di certo bisogno, sono state le dichiarazioni odierne del sovranista Salvini e dello pseudo sovranista Orbán, che nonostante le lusinghe del vicepremier italiano, da parte sua non pare per nulla intenzionato a lasciare il gruppo dei popolari nel Parlamento europeo, lo stesso gruppo cui appartengono i partiti che Salvini dice di voler spazzar via alle prossime elezioni di maggio!

I temi trattati? Così li ha riassunti Salvini in alcune dichiarazioni: "Ora al confine tra Ungheria e Serbia. Felice di incontrare di nuovo il premier Viktor Orbán e vedere con i miei occhi con quanta efficacia il suo governo contrasti l'immigrazione clandestina. In Italia, in Ungheria e in Europa si entra solo con il permesso!"

Curioso che dopo essersi accorto che quelli da lui definiti clandestini non sono più un'emergenza, visto che il loro numero da 500mila è sceso a 90 mila, il ministro dell'Interno continui a parlare di immigrazione come se fosse un problema. E curioso pure che l'amico Orbán, che Salvini propone come esempio all'Italia, sia il primo a non aver mai accolto i migranti provenienti dall'Africa,  ciò di cui il ministro accusa gli altri Paesi europei, ma paradossalmente non l'Ungheria.

Ovviamente, deve trattarsi di un intricato processo logico all'interno della mente di Salvini, difficile da dipanare per i comuni mortali. Ma anche in questo caso,inutile chiedere spiegazioni in merito.

Categoria Politica
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