"Ricorre oggi il 79.mo anniversario dell'eccidio di S. Anna di Stazzema, una delle stragi più sanguinose della Seconda guerra mondiale. Una pagina vergognosa della nostra storia che tutti gli italiani ricordano con lo stesso dolore e la stessa esecrazione. Onorare la memoria di quei bambini, di quelle donne e di quegli uomini è un nostro dovere affinché tali tragedie non si ripetano in futuro".

Li avete voluti i (poist) fascisti al governo?

Ecco allora che non vi dovete stupire per quanto dichiarato "anche" oggi - 12 agosto, 79° anniversario dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema - dal patriota (post) fascista di Fratelli d'Italia Ignazio Benito Maria La Russa.

Che cosa c'è che non va nelle parole del patriota (post) fascista La Russa, che ricopre la seconda carica dello Stato? 

Che anche stavolta si è dimenticato di dire quello che INVECE ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

"Sant’Anna di Stazzema è uno dei luoghi simbolo della tragedia della Seconda Guerra Mondiale in cui affondano le radici più profonde dei valori della Costituzione repubblicana. Un luogo di memoria, di dolore immenso, insensato e ingiustificabile, divenuto emblema di riscatto civile, di ribellione alla violenza più feroce e disumana, di solidarietà, di ricostruzione morale e sociale.E’ un dovere per la nostra comunità ricordare quanto avvenne settantanove anni or sono a Sant’Anna e nelle altre frazioni di Stazzema, quando militari nazisti delle SS, sostenuti da fascisti locali, misero in atto una delle stragi più efferate del conflitto.Fu un massacro di vite innocenti. Donne, anziani, bambini - ben oltre cinquecento - vennero uccisi senza pietà. Tanti i corpi bruciati e resi irriconoscibili.L’Europa toccò il fondo dell’abisso. Neppure l’infamia della rappresaglia poteva giustificare lo sterminio, la strategia dell’annientamento.Da quegli abissi sono ripartiti il cammino del popolo italiano e del Continente europeo e spetta a ciascuno custodire e consegnare il testimone della memoria alle generazioni più giovani perché possano essere consapevoli protagoniste di un futuro responsabile in cui non siano più messi a rischio i valori della persona umana".

I (post) fascisti odierni, come dimostrano le parole di La Russa e l'assoluto silenzio della sua capa di partito, Giorgia Meloni, sono allergici ad associare il fascismo alle stragi compiute in Italia... ma c'è da comprenderli. Infatti, quando erano missini e non avevano bisogno di far finta di non esser fascisti, allora per loro il fascismo era una fede e Mussolini un grande uomo politico!

Per questo bene, anzi benissimo, ha fatto l'attuale sindaco di Sant'Anna, Maurizio Verona, a non invitare nessun esponente del governo alle celebrazioni del ricordo di una strage in cui furono massacrati, senza alcun motivo (se un motivo possa mai giustificare una strage!), 560 civili, di cui 130 erano bambini.
 
Ecco di che cosa si sono resi responsabili i nazifascisti, di cui Meloni e La Russa non parlano, nel ricordo di uno dei pochi superstiti ancora in vita di quella strage, Mario Marsili:

"I nazisti sbatterono fuori le pecore da una stalla e fecero entrare noi. Mamma mi nascose in una nicchia dietro la porta. ‘Non ti muovere per niente al mondo’, mi disse. Le scaricarono un mitra addosso. Era ferita alla testa ma trovò la forza per scagliare uno zoccolo verso un soldato che stava per scoprirmi. Morì. Morirono tutti. Poi aprirono i lanciafiamme sulla paglia e sui cadaveri e ci diedero fuoco.Mi tirarono fuori da lì bruciato e vivo per caso.All’ospedale dissero che non c’era più niente da fare, avevo ustioni di terzo grado e i polmoni scoperti. Allora zia Lola mi portò in un convento di suore di Marina di Pietrasanta e ci rimasi più di un anno. Mi mettevano al sole per curarmi le piaghe e facevano di tutto per tenermi le mosche lontane. Un giorno del 1945 bussarono alla porta. Era il mio babbo, un alpino finito prigioniero in Russia, di cui non sapevamo più niente. In mezzo a tanto dolore, fu bellissimo.Se mamma avesse una tomba tutta sua io e papà accanto al nome avremmo messo questa foto. Invece quando riesumarono i resti dalla grande fossa comune dove i tedeschi avevano ammassato le vittime di Sant’Anna di Stazzema, trovarla in quel macello di ossa bruciate fu impossibile. Ci provai anche io, che allora avevo solo 10 anni, ma fu inutile.A Sant’Anna dal 1945 ci torno due volte all’anno, il 2 novembre e il 12 agosto. Non smisi nemmeno quando nacquero i miei figli. Me li caricavo sulle spalle e con mia moglie prendevo la mulattiera che quel giorno del 1943 percorsi con la mamma. Oggi ci porto i ragazzi delle scuole".

Così il presidente della regione Emilia-Romagna, ha commentato l'orazione ufficiale da lui tenuta questa mattina a Sant'Anna di Stazzema:

"Antifascisti sempre, contro ogni nostalgia e revisionismo. Oggi più che mai un dovere.Un onore stamattina pronunciare l'orazione ufficiale per il 79/esimo anniversario dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema. Qui i nazisti, con l'aiuto dei fascisti, trucidarono 560 persone, per lo più anziani, donne, bambini, neonati. La più piccolina aveva appena 20 giorni.Come a Marzabotto, come a Casa Cervi, a Campo Fossoli come alle Fosse Ardeatine, come in tutti luoghi teatro di tragedie, ricordare è un dovere. Al fianco dei superstiti, dei famigliari delle vittime e delle associazioni che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, portano avanti iniziative per la memoria dedicate alle nuove generazioni.La pietà va a tutti i caduti. Ma guai a mettere sullo stesso piano chi scelse di stare dalla parte di un regime assassino e chi, invece, decise di combatterlo, pagando con la propria vita per donarci libertà, pace e democrazia".


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