In videoconferenza con l’Università di Buenos Aires nel seminario su “Le mafie nel mondo” il criminologo Vincenzo Musacchio ha parlato della lotta alle mafie in Italia.

“Contro le mafie "non esiste un unica strategia vincente, occorrono più misure e la modifica del sistema penale, processuale e penitenziario in modo tale da adeguarsi alle continue metamorfosi mafiose”. “Se non si comprende questa improrogabile esigenza non si va da nessuna parte e si lascia campo libero alle mafie”.

A dirlo è stato il criminologo forense Vincenzo Musacchio intervenendo al Seminario dal titolo “Le mafie nel mondo” tenutosi il 9 giugno presso l’Università Nazionale di Buenos Aires.

 “Non pensiamo di sconfiggere le mafie moderne con gli attuali strumenti investigativi e legislativi”.   “Ci sono tante leggi che pur se ancora in parte valide vanno modificate ragionando in termini di adeguamento  ad ogni singola metamorfosi mafiosa”.

“Una delle riforme più urgenti ritengo sia quella del sistema normativo che riguarda i collaboratori di giustizia”. “La protezione di questi ultimi è importante nella lotta contro la criminalità organizzata moderna poiché consente dall’interno di conoscere le caratteristiche distintive e le mutazioni continue delle organizzazioni criminali”.

“Serve una nuova legislazione che dia massima protezione a questi collaboratori, e testimoni al fine di ottenere e sostenere la loro collaborazione e la loro fiducia nello Stato”. “Programmi efficaci e affidabili di protezione dei collaboratori di giustizia hanno dimostrato il loro valore come strumenti essenziali nella lotta contro la criminalità organizzata”. “Depotenziare o far funzionare male il sistema dei collaboratori di giustizia significa voler lottare le mafie con armi spuntate”.

 

Vincenzo Musacchio, criminologo forense, giurista e associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA). Ricercatore dell’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. Nella sua carriera è stato allievo di Giuliano Vassalli, amico e collaboratore di Antonino Caponnetto, magistrato italiano conosciuto per aver guidato il Pool antimafia con Falcone e Borsellino nella seconda metà degli anni ’80.