Matteo Renzi è confuso. Lo dice Gianni Cuperlo in un'intervista a La Stampa

Matteo Renzi è confuso. Lo dice Gianni Cuperlo in un'intervista a La Stampa

In una intervista a La Stampa, Gianni Cuperlo definisce Matteo Renzi confuso, in base alle scelte illogiche da lui fatte finora.

L'intervista inizia con i complimenti a Jeremy Corbyn per il successo elettorale ottenuto, considerando il livello a cui i laburisti erano arrivati e l'opposizione interna al partito, sempre rivolta ad un ideale blairiano. Un modello, quello di Corbyn, a cui dovrebbe tendere anche il Partito Democratico.

Di seguito alcuni dei passaggi dell'intervista di Andrea Carugati sui punti più "scottanti" in merito all'attuale situazione politica.

Dopo il flop della legge elettorale simil tedesca alla Camera, ora Renzi sembra guardare nuovamente a una alleanza di centrosinistra.

Lei è favorevole?
«Ho invocato il centrosinistra per anni e se ci arriviamo brindo ma non mi bendo gli occhi e dico che oggi Renzi segue una rotta confusa. Ha spinto per il voto subito anche a costo di archiviare l`identità del Pd in vista di un governo con Berlusconi. Ora apre a Pisapia dopo mesi in cui ha fatto l`opposto. Quel campo aperto, largo, civico che solo tre giorni fa pareva rimosso vorrei capire come lo si vuole rifondare».

Lo dica lei.
«Intanto con Pisapia il dialogo va fatto davvero. E con un gruppo di parlamentari Pd lo incontreremo nei prossimi giorni».

Per fare cosa?
«Il centrosinistra non è una somma di sigle o l`accordo di un ceto politico. Spetta al partito più grande gettare ponti, evitare rotture, ma poi il tema riguarda tutti. Da dove si riparte? Una carta condivisa, il migliore governo nelle città dove spero che oggi gli elettori ci diano fiducia, un movimento dal basso che riapra la questione sociale? O magari da primarie di coalizione? I cantieri aperti ci sono, le officine di Pisapia, una sinistra nel Pd che ha scommesso su una ripartenza. Io dico uniamo le forze, le risorse, perché il momento è adesso».

Sulla legge elettorale ritiene che si debba continuare a lavorare sull`ipotesi tedesca? O puntare su formule maggioritarie?
«Una classe dirigente non butta la palla fuori dal campo. Si torni in commissione e si cerchi una soluzione. I paletti ci sono, rappresentanza e governabilità recuperando la via di coalizioni da dichiarare prima del voto».

Tutto fa pensare che sia molto difficile tornare al maggioritario. E Orfini ha ribadito che col proporzionale le alleanze si fanno dopo il voto.
«Ma ci rendiamo conto del balzo logico da una cultura iper maggioritaria al proporzionale senza un correttivo? Si può rinsavire un istante e restituire valore alla ricerca di una mediazione saggia nell`interesse della democrazia e non dei singoli?».

Il nodo Mdp. Renzi pare rivolgersi esclusivamente all`ex sindaco di Milano.
«Il tema riguarda per primi noi, l`identità del Pd. La scommessa di sfondare al centro abbandonando principi e contenuti della sinistra è fallita. Il Pd è riuscito a litigare con tutti e a chiudersi in un isolamento dannoso. A questo punto non basta dire che su ius soli, tortura o fine vita andremo diritti. Dobbiamo correggere l`errore sui voucher, ridare nerbo a principi di eguaglianza, equità fiscale, investimenti per crescere. Senza questo il piano inclinato ci farà rotolare a valle e in molti non siamo disposti a farlo».

Alberto Valli
nella categoria Politica
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