Scienza e Tecnologia

Musk ritira l'offerta per l'acquisto di Twitter. Ecco cosa accadrà adesso...

In una lettera inviata venerdì dai suoi legali a Twitter e resa pubblica tramite la SEC, Elon Musk ha comunicato di aver ritirato la sua proposta di acquisto della società, valutata 44 miliardi di dollari, perché il social media non avrebbe rispettato gli obblighi contrattuali pattuiti non fornendo all'acquirente tutti gli strumenti necessari per valutare l'effettivo numero di bot spam presenti sulla piattaforma.

I bot spam sono una consuetudine per le piattaforme social, tutte, e quindi anche per Twitter che dice, come comunicato più volte alla SEC, che sul proprio sito non superano il 5% del numero di utenti veri, realmente riferibili a società o persone esistenti. Per Musk non è così, quella percentuale sarebbe enormemente più alta e, comunque, gli strumenti creati ad hoc da Twitter per fargli analizzare gli account e la presenza di bot, secondo Musk e i suoi avvocati, non sarebbero stati sufficienti per consentirgli di effettuare una corretta valutazione.

"In short, Twitter has not provided information that Mr. Musk has requested for nearly two months notwithstanding his repeated, detailed clarifications intended to simplify Twitter’s identification, collection, and disclosure of the most relevant information sought in Mr. Musk’s original requests.While Twitter has provided some information, that information has come with strings attached, use limitations or other artificial formatting features, which has rendered some of the information minimally useful to Mr. Musk and his advisors. For example, when Twitter finally provided access to the eight developer “APIs” first explicitly requested by Mr. Musk in the May 25 Letter, those APIs contained a rate limit lower than what Twitter provides to its largest enterprise customers. Twitter only offered to provide Mr. Musk with the same level of access as some of its customers after we explained that throttling the rate limit prevented Mr. Musk and his advisors from performing the analysis that he wished to conduct in any reasonable period of time.Additionally, those APIs contained an artificial “cap” on the number of queries that Mr. Musk and his team can run regardless of the rate limit—an issue that initially prevented Mr. Musk and his advisors from completing an analysis of the data in any reasonable period of time. Mr. Musk raised this issue as soon as he became aware of it, in the first paragraph of the June 29 Letter: “we have just been informed by our data experts that Twitter has placed an artificial cap on the number of searches our experts can perform with this data, which is now preventing Mr. Musk and his team from doing their analysis.” That cap was not removed until July 6, after Mr. Musk demanded its removal for a second time".

Tra le motivazioni elencate dai suoi avvocati che giustificherebbero Musk nell'aver avuto diritto a ritirare l'offerta d'acquisto, vi sono anche elencate problematiche relative al personale: abbandoni, licenziamenti e blocco delle assunzioni.

Che cosa accadrà adesso? L'acquisizione è soggetta alle leggi del Delaware e nel contratto stipulato tra Musk e Twitter, chi si sarebbe ritirato (dall'acquisto o dalla vendita) dovrà pagare una penale quantificata in 1 miliardo di dollari. Naturalmente, Musk ritiene che il ritiro dell'offerta sia motivato dal mancato rispetto degli accordi e per questo nulla sarebbe dovuto a Twitter, accusando la società di non avergli fornito gli strumenti necessari per valutare l'effettivo numero dei bot spam, il che costituirebbe un "effetto negativo materiale" (Material Adverse Effect o MAE)" che gli darebbe il diritto di venir meno ai termini pattuiti nel contratto di acquisto.

A questo punto, però, la questione diventa una faccenda in punta di diritto, con la necessità di dimostrare se quanto indicato da Musk possa realmente essere considerato un MAE, in quella che potrebbe diventare una battaglia legale interminabile, oltre che costosissima che, a quanto pare, Twitter sembra intenzionata a voler ingaggiare...

Secondo esperti legali americani, in giudizio Musk - per supportare le sue ragioni - dovrà "dimostrare" non solo che i bot spam sono realmente più del 5% di quelli dichiarati da Twitter, ma anche quanto questo avrebbe potuto incidere sui futuri guadagni dell'azienda, quantificando l'eventuale danno. 

Quindi, se il mancato acquisto di Musk potesse essere giudicato pregiudizievole per i conti futuri di Twitter (compreso l'andamento del titolo in borsa), il board potrebbe decidere di rivedere il prezzo di acquisto, rispetto ai 44 miliardi di dollari inizialmente pattuiti. Non sarebbe certo la prima volta che una cosa del genere accade... anzi! Ed in molti scommettono che a questo miri Musk, dal momento in cui ha minacciato di ritirare l'offerta di acquisto, sperando che fin da subito (o quasi) Twitter abbassasse le sue pretese.

Se così non sarà, anche in questo caso in base ai precedenti, Musk rischia di dover pagare la penale da 1 miliardo di dollari e in quel caso anche i costi legali della causa.

Autore Matteo Pani
Categoria Scienza e Tecnologia
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