Diabete in gravidanza: cause e sintomi

Diabete in gravidanza: cause e sintomi

Il primo pensiero di ogni donna incinta è quello di prendersi cura fin da subito della salute del bambino che porta in grembo. Per monitorarla è importante effettuare tutte le visite di routine, i test di screening prenatale e gli esami di diagnosi prenatale (come l'amniocentesi). Le gestanti, però, devono anche pensare alla loro di salute, che è strettamente collegata a quella del bambino, senza mai sottovalutare la possibilità di andare incontro a disturbi come il diabete gestazionale.

 Il diabete mellito gestazionale è il diabete che viene diagnosticato per la prima volta durante la gestazione, sia se era già presente prima del concepimento, sia che sia iniziato in gravidanza [1]. È una condizione che si sviluppa nel 7-8% delle gravidanze, che in questo caso vengono subito considerate a rischio perché aumenta la possibilità di insorgenza di complicanze materno-fetali [1]. È molto importante che le future mamme seguano sempre uno stile di vita adeguato alla loro condizione fisica, sottoponendosi a più controlli per monitorare la situazione.

 Il diabete gestazionale può avere conseguenze negative sulla gravidanza e sulla salute del bambino. Possono insorgere più frequentemente diverse complicanze, come la gestosi ipertensiva, il distacco della placenta, il poliamnios (eccesso di liquido amniotico), patologie infettive urinarie e vaginali, il parto prematuro, l'inerzia uterina durante il travaglio e l'atonia nel post partum  [2].

 I sintomi del diabete gestazionale non sono particolarmente evidenti, per cui accade spesso che le donne non si rendano neppure conto di soffrirne. In alcuni casi si possono manifestare un ingiustificato aumento della sete e della diuresi, una perdita di peso, frequenti infezioni come la cistite, e disturbi della vista [1]. Le donne incinte devono effettuare sempre tutti i controlli per riuscire a diagnosticare in modo precoce la presenza di questa patologia, evitando in questo modo conseguenze per la salute del bambino.

 La placenta, durante i nove mesi di gestazione, secerne diverse tipologie di ormoni che possono contrastare l'effetto dell'insulina. La conseguenza è lo sviluppo del diabete gestazionale. Solitamente l'organismo reagisce con una maggiore produzione di insulina ma, se il pancreas non riesce ad aumentare questa produzione, la glicemia nel sangue tende ad aumentare agevolando l'insorgenza del diabete [3].

Tra i fattori di rischio troviamo l'obesità, il sovrappeso, la familiarità, precedenti gravidanze con diabete gestazionale, glicosuria (presenza di zuccheri nelle urine), precedente nascita di un bambino con un peso maggiore di 4,5 kg, età della gestante superiore ai 35 ed etnia. Infatti, le donne originarie dell’Asia meridionale (India, Pakistan, Bangladesh), e del Medio Oriente (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Giordania, Siria, Oman, Qatar, Kuwait, Libano, Egitto) hanno un rischio maggiore di sviluppare il diabete gestazionale [3].

Per avere una diagnosi di diabete gestazionale bisogna prendere in considerazione la glicemia a digiuno e due ore dopo i pasti e i livelli di emoglobina glicata (media delle glicemie degli ultimi due o tre mesi). Le donne che hanno un rischio maggiore devono sottoporsi a test da carico con glucosio (o test della curva glicemica) per verificare i valori della glicemia all'inizio, dopo un'ora e dopo due ore dall’assunzione di una soluzione glucosata [1,3].

 La dieta che devono seguire le donne incinte che soffrono di diabete è simile a quella di tutte le altre donne in gravidanza. L'obiettivo è quello di garantire una nutrizione materna e fetale adeguata, fornire un giusto apporto calorico, vitaminico e minerale, con l'unica differenza di un costante controllo del tasso glicemico [4].

 Le visite di controllo e i percorsi di diagnosi prenatali sono molto importanti, sia per la salute delle future mamme che dei loro bambini. Il test del DNA fetale è un esame precoce e non invasivo, che può essere effettuato a partire dalla decima settimana di gravidanza e che presenta un tasso di affidabilità del 99,9% nella rilevazione delle principali anomali cromosomiche, come la sindrome di Down, la sindrome di Edwards e la sindrome di Patau.

 

A cura di: Ufficio Stampa Sorgente Genetica

 

Fonti:

  Humanitas Research Hospital
Medicina dell'età prenatale: prevenzione, diagnosi e terapia dei difetti congeniti e delle principali patologie gravidiche – Antonio L. Borrelli, D. Arduini, A. Cardone e V. Ventruto – p.386
FAND – Fondazione Italiana Diabete
Associazione Medici Endocrinologi

Categoria Salute
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