Esteri

Vocazione sacerdotale per i preti sposati. “Tu sei sacerdote per sempre, in eterno", recita il versetto cantato in occasione dell’ordinazione presbiterale

Vocazione sacerdotale come “missione di prossimità”. La testimonianza dei preti sposati potrebbe ridare slancio al sacerdozio.  "La vocazione sacerdotale secondo Francesco. Servire vuol dire essere disponibili. Rinunciare a vivere secondo la propria agenda. Essere pronti alle sorprese di Dio che si manifestano attraverso le persone, gli imprevisti. I cambi di programma, le situazioni che non rientrano nei nostri schemi e nella “giustezza” di quello che si è studiato. La vita pastorale non è un manuale, ma un’offerta quotidiana. Non è “un lavoro preparato a tavolino”, ma un’avventura eucaristica. Altrimenti, “quando si conta sulle proprie forze, si rischia di trovarsi con un pugno di mosche in mano”. La sfida sacerdotale al conformismo del mondo. Il Giovedì Santo si caratterizza per un momento molto importante nella vita dei sacerdoti e della Chiesa intera. Nella Santa Messa Crismale vengono rinnovate le promesse sacerdotali. Un significativo momento di comunione con il Papa, con i vescovi e con tutti i presbiteri. “Tu sei sacerdote per sempre, in eterno“, recita il versetto cantato in occasione dell’ordinazione presbiterale" (interrisi.it). 

Per il Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati al cuore dell'identità sacerdotale c'é "l'imitazione di Cristo come modello di vita" e non il celibato come affermato arbitrariamente senza legami teologici da Bergoglio: "Al “cuore” dell’identità sacerdotale, configurata a Gesù, “si trova il celibato”. A ribadirlo è il Papa, nel messaggio, a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, inviato per l’incontro dei seminaristi di Francia a Parigi. “Il prete è celibe – e vuole esserlo – molto semplicemente perché Gesù lo è stato”, spiega Francesco, secondo il quale “l’esigenza del celibato non è prima di tutto teologica, ma mistica”.

“Si sentono molte cose sui preti oggi“, rimarca il Pontefice: “la figura sacerdotale è spesso deformata in certi ambienti, relativizzata, spesso considerata come subalterna”. “Non vi affliggete troppo”, il consiglio di Francesco: “nessuno ha il potere di cambiare la natura del sacerdozio e nessuno la cambierà mai. Anche se le modalità del suo esercizio devono necessariamente tener conto delle evoluzioni della società attuale e della condizione di grave crisi vocazionale che conosciamo”.   Il Papa riveda le sue posizioni, solo apologetiche, e rilanci la missionarietà del sacerdozio accettando nella Chiesa i preti sposati con le loro famiglie. 

Crediti immagine:  Pixabay

Autore Informazione Libera
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