"Molto bene, ha prevalso il buonsenso. Soddisfatto di aver tutelato milioni di cittadini che devono vedere garantita la loro possibilità di spostamento, senza cancellare il sacrosanto diritto allo sciopero. Anche grazie a quanto è emerso durante il tavolo di confronto di ieri al Mit con le sigle sindacali coinvolte, l'auspicio è che queste prossime settimane possano servire per promuovere un confronto sereno e costruttivo tra le aziende e i rappresentanti dei lavoratori".

Questo è quanto ha dichiarato nelle scorse ore il ministro della qualunque e adesso dei Trasporti, il fancazzista per antonomasia Matteo Salvini, che per rubar voti nell'elettorato (post) fascista agli "alleati" guidati dalle "sorelle d'Italia", Giorgia e Arianna, dopo aver in parte abbandonato la retorica sui migranti, in quanto possibile boomerang per l'aumento degli sbarchi, adesso sta esplorando nuove vie per alimentare la sua propaganda. Una di queste è il divieto di sciopero per più di quattro ore (quando tale diritto sia concesso) per chi lavori nel settore trasporti, come dimostra la dichiarazione precedente relativa allo sciopero indetto per il 27 novembre da Usb lavoro privato, Orsa, Sgb, Cobas, Adl, Sgb e Cub trasporti.
 
Questa è stata la risposta dei sindacati:

"La precettazione da parte del Ministro dei Trasporti Salvini dello sciopero nazionale del TPL di 24 ore, regolarmente indetto dalle sigle dei sindacati di base, altamente rappresentativi nel settore, è tutt'altro che inaspettata. Ciò, però, non toglie la gravità di quanto deciso da Salvini, interprete da padrone delle ferriere dell'art.8 della L.146/90.Le motivazioni addotte da Salvini per giustificare l'intervento di riduzione della astensione dal lavoro in programma, un potere del Ministro che la legge prevede solo per situazioni eccezionali, sono invece ridicole e suonano come un vero e proprio oltraggio all'esercizio di un diritto costituzionale. Va sottolineato come questo sciopero sia stato indetto più di un mese fa, prima persino di quello di Cigl e Uil, nel pieno rispetto delle più restrittive norme in Europa per l'effettuazione di uno sciopero. Significativo a tale proposito il fatto che la Commissione di Garanzia non ha mosso il benché minimo rilievo alla proclamazione dello sciopero del TPL del 27.11.2023.Le Associazioni Datoriali, Astra, Anav e Agens, le quali invece continuano a tagliare linee e servizi, a contestare i delegati che chiedono il rispetto di norme sulla sicurezza e a tagliare i salari ai lavoratori e lavoratrici, oltre a rifiutare qualsiasi confronto, come oggi asserito impunemente al ministero, le sigle dei sindacati di base, sentitamente ringraziano il ministro che lancia la sua personale campagna elettorale mettendosi al loro servizio. Ma evidentemente mai sazie, una delle associazioni datoriale del trasporto pubblico, Agens, si fa addirittura parte attiva di un progetto di legge riguardo un'ulteriore stretta all'esercizio dello sciopero.Non va mai dimenticato che tutta questa prova muscolare viene garantita dalle esose multe pecuniarie che gravano su ogni lavoratore o lavoratrice che non dovessero obbedire obbedirebbero all'ordinanza del Ministro.E' oramai evidente che il problema è diventato politico: accettare la riduzione imposta nell'ordinanza sarebbe a nostro avviso come fare propria l'idea che un Ministro consideri il diritto di sciopero alla stregua di una propria concessione ai sindacati, tanto da considerarne “eccessiva” la durata di 24 ore.Per questo motivo, le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno deciso unitariamente di RIFIUTARE la riduzione e di SPOSTARE lo sciopero nazionale di 24 ore di tutto il trasporto pubblico locale al 15 dicembre prossimo, sfidando il Ministro Salvini sul terreno dei diritti costituzionali, oltre che nel merito delle questioni poste dalle istanze dei lavoratori, ignorate dalle controparti datoriali e dal responsabile del dicastero dei trasporti.Non è più tollerabile che questo avvenga senza che i lavoratori e l'intera società che SI RICONOSCE nei valori della Carta Costituzionale e che la continuerà a difendere, prendano una esplicita posizione contro questa palese aggressione a uno dei diritti costituzionali più importanti".

 Ancora una volta Salvini pretenderà di precettare nuovamente uno sciopero indetto con così largo anticipo? E pretende pèure di essere credibile? Non solo come ministro, ma soprattutto come politico.