Politica

Atto osceno in luogo pubblico: il commento di Salvini sull'omicidio compiuto a Voghera da un suo assessore

Con alle spalle il panorama di Roma visibile dal palazzo di Valentino, dove Matteo Salvini ha in gestione il sottotetto come suo pied-à-terre nella capitale, il leader leghista - causa la polemica che sta montando - si è sentito in dovere di giustificare l'omicidio di un 39enne di origini marocchine, avvenuto a Voghera ad opera dell'assessore leghista alla sicurezza di quel comune, in questi termini:

«Altro che fra west... a Voghera si fa strada l'ipotesi della legittima difesa... vittima di un'aggressione ha risposto accidentalmente. È partito un colpo che purtroppo ha ucciso un cittadino straniero che, secondo quanto trapela è già noto purtroppo in città e alle forze dell'ordine per violenze, aggressioni, addirittura atti osceni...Aspettiamo la ricostruzione dei fatti. Non ci sono prese di distanza. Aspettiamo la ricostruzione dei fatti, non ci sono cittadini che con il legittimo possesso delle armi vanno in giro a sparare a fronte di un'aggressione come extrema ratio. La difesa è sempre legittima e se fosse vero che il soggetto che purtroppo è morto - perché la morte non è mai una bella notizia - era già noto e arcinoto alle forze dell'ordine, ai commercianti e ai cittadini di Voghera, evidentemente non si è trattato di un regolamento di conti.La difesa in questo caso, se così fosse, è sempre e comunque legittima.»

Evidentemente, per usare un avverbio caro al senatore leghista, Salvini o fa finta di non capire oppure è talmente poco dotato di materia grigia che proprio non arriva a capire!

La sua dichiarazione sopra riportata, in pratica, può riassumersi in questi termini.

Un noto penalista, bravissima persona, si sarebbe difeso da una presunta aggressione da parte di un noto pregiudicato sparando contro il presunto aggressore. La difesa è sempre e comunque legittima.

Salvini, però, ha dimenticato di dire che l'aggressore non era armato e non stava neppure, anche a mani nude, uccidendo nessuno. Quindi, intervenire in una lite impugnando una pistola è un atto sconsiderato, se non addirittura criminale. Per questo il "suo" assessore è stato arrestato.

Ma queste semplici considerazioni, Salvini non pare essere in grado di capirle. Che la sua assenza di lucidità sia voluta o meno in base alla convenienza della sua propaganda poco importa. Un personaggio che non è in grado di capire tali banalità non solo è inadatto a rappresentare degli elettori, ma è addirittura inadatto a rappresentare se stesso. 

Ed uno del genere pretende di voler governare l'Italia!

Autore Ugo Longhi
Categoria Politica
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